CRONACA
Condannato un imputato transgender, dove deve scontare la pena?
Si tratta di una persona nata donna che sta terminando un percorso per diventare uomo. Ha paura dei contatti con altri carcerati e ha chiesto senza successo di essere ammesso in un penitenziario femminile a Berna. Per lui serve una struttura chiusa

LUGANO - Dove collocare i detenuti transgender, in modo che si sentano sicuri e sia rispettata la loro dignità? A far divenire di attualità la domanda è il caso di un uomo condannato a 28 mesi di cui cinque già scontati: la sua richiesta è di terminare la pena in un carcere femminile del Canton Berna.

È stato condannato per truffa e falsità in documenti: rubava delle identità altrui per utilizzarle per ottenere schede telefoniche e carte di credito, spendendo così soldi non suoi. Non è la sua prima condanna e in aula il giudice Pagnamenta ha espresso preoccupazione per la recidività, per il suo "non riuscire a fermarsi".

L'uomo è al momento alla Stampa, perchè deve seguire un percorso in una struttura chiusa, dato che è recidivo. Era già stato in carcere per reati simili, il suo legale ha dato la colpa delle ricadute alla scarsa presa a carico (vedeva, a suo dire, lo psichiatra solo una volta al mese). 

L'imputato è nato donna e sta terminando il suo percorso per diventare uomo. Desidera essere ammesso a un carcere femminile, perchè ha paura di restare alla Stampa nella sezione maschile. Sino a ieri, prima del processo, era alla Farera, dove i contatti con altri detenuti sono limitati: alla Stampa non è così. Al momento dell'assegnazione al carcere si tiene conto del sesso sulla base dell'iscrizione allo stato civile. Teme per la sua incolumità. 

Il carcere bernese ha detto no. In attesa di una soluzione, è stato lasciato provvisoriamente alla Farera, ma si dovrà prendere una decisione. Probabilmente si farà un altro tentativo col penitenziario femminile a Berna.

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