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Cronaca
19.09.2022 - 11:190

"Voleva sgozzare più miscredenti possibili". Alla Manor fu atto terroristico

Lo ha deciso oggi la Corte del Tribunale penale federale, che ha condannato la 29enne che nel 2020 accoltellò due donne a Lugano, a un trattamento stazionario in una struttura chiusa e a 9 anni di carcere per ripetuto tentato assassinio

LUGANO - Sì, è stato un atto terroristico. Lo ha deciso la Corte del Tribunale penale federale presieduta da Fiorenza Bergomi, che ha condannato la donna che nel novembre del 2020 aveva ferito due persone con un coltello alla Manor di Lugano.

A lungo si era discusso delle origini del fatto di sangue. L'autrice aveva parlato di un attentato a sfondo jihadista, ma durante il processo se ne era dubitato a lungo. La 29enne soffre di turbe psichiche e di un lieve ritardo mentale e per molti dunque la sua rivendicazione terroristica era frutto delle sue problematiche. La tesi era stata sostenuta anche dall'avvocato difensore. Sebbene la Corte non abbia negato che i problemi ci siano, alle origini dell'accoltellamento c'è davvero altro.

Dunque, la condanna è a un trattamento stazionario in una struttura chiusa e a 9 anni di carcere per ripetuto tentato assassinio. 

"Il suo intento era uccidere più miscredenti possibile, sgozzandoli, e voleva essere vista per dimostrare all’Isis di aver fatto un’azione a suo favore. Ha agito a sangue freddo, ha programmato l’atto, ha studiato che arma utilizzare e che vittima colpire, ha fatto un sopralluogo", ha detto Bergomi. La Manor non è stata scelta a caso: era un luogo frequentato e la donna non rischiava di incontrare qualcuno che conosceva. Tutto programmato, insomma, per un attentato, compreso l'orario. La 29enne aveva cancellato i dati sensibili su cellulare e social. 

"Si sentiva felice dopo l’atto. Il suo unico rammarico è di non essere riuscita a uccidere le sue vittime. Ha denotato freddezza e disprezzo per la vita altrui", ha aggiunto. 

"Ridurre quanto fatto dall'imputata al gesto di una malata mentale e dimenticare le convinzioni ideologiche e i mezzi usati è sbagliato", ha poi avvertito. La donna nel 2017 aveva cercato di raggiungere la Siria senza riuscirci. 

La giovane è stata anche condannata per aver violato la Legge federale che vieta i gruppi Al-Qaida e Stato Islamico (per aver condiviso tre messaggi e tre immagini di propaganda) e per esercizio illecito della prostituzione ripetuto.

 

 

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