CRONACA
Oscar 2026, trionfa "Una battaglia dopo l’altra" con sei statuette
Premio di miglior attore protagonista a Michael B. Jordan, capace di battere la concorrenza di Leonardo DiCaprio e Timothée Chalamet

LOS ANGELES – È “Una battaglia dopo l’altra” il grande vincitore della 96ª Notte degli Oscar, andata in scena al Dolby Theatre di Los Angeles. Il thriller sull’estremismo negli Stati Uniti firmato da Paul Thomas Anderson porta a casa sei statuette, dominando la cerimonia condotta dal comico Conan O’Brien.

Il film ha superato “Sinners”, che si è comunque difeso con quattro premi, tra cui quello per il miglior attore protagonista andato a Michael B. Jordan, capace di battere la concorrenza di Leonardo DiCaprio e Timothée Chalamet.

La serata non è stata particolarmente politica, ma un momento non è passato inosservato: Javier Bardem, intervenuto sul palco, ha lanciato un appello chiaro: “No alla guerra e Palestina libera”

“Una battaglia dopo l’altra” racconta un’America attraversata dalle tensioni tra il movimento Black Power e il Ku Klux Klan. Un film che Anderson ha definito “personale e quasi confessionale. Ho scritto questo film per i miei figli, per chiedere loro perdono per il disastro che stiamo lasciando nel mondo. Ma anche per incoraggiarli a diventare la generazione che potrà riportare buon senso e decenza”, ha spiegato il regista, premiato anche con l’Oscar per la miglior regia.

La pellicola ha conquistato inoltre i premi per casting, sceneggiatura non originale, montaggio e miglior attore non protagonista con Sean Penn, assente alla cerimonia nonostante si tratti del suo terzo Oscar.

Tra i momenti più attesi della serata c’era la categoria per il miglior attore protagonista. A spuntarla è stato Michael B. Jordan per “Sinners”, dove interpreta due fratelli gemelli mafiosi che si ribellano al razzismo. Jordan ha superato Timothée Chalamet, a lungo considerato il favorito per il ruolo del talentuoso e ossessivo giocatore di ping-pong nel film “Marty Supreme”.

L’Oscar come miglior attrice protagonista è andato all’irlandese Jessie Buckley per “Hamnet”, tragedia ispirata alla vita di William Shakespeare. Buckley interpreta Agnes, la moglie del drammaturgo, devastata dalla morte del figlio. Il premio per la miglior attrice non protagonista è invece andato a Amy Madigan per il film horror “Weapons”.

Tre premi a “Frankenstein”

Tra i titoli più premiati anche “Frankenstein” di Guillermo del Toro, che ha conquistato tre statuette tecniche: costumi, trucco e acconciature e scenografia.

L’Oscar per il miglior film internazionale è andato al norvegese “Sentimental Value” di Joachim Trier, storia del difficile rapporto tra un regista e le sue due figlie.

Nel campo dell’animazione ha trionfato il fenomeno Netflix “K-Pop Demon Hunters”, che ha vinto anche l’Oscar per la miglior canzone originale con il brano “Golden”.

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