De Rosa: "La gravità di Chernobyl ci ha permesso di costruire un sistema di protezione e controllo d'avanguardia"

BELLINZONA – A 40 anni dall’incidente nucleare di Chernobyl, il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha tracciato oggi un bilancio della situazione della radioattività nel Cantone e sull’evoluzione dei sistemi di sorveglianza. Alla conferenza stampa erano presenti Raffaele De Rosa, Consigliere di Stato e Direttore del DSS, Cristina Poretti, Responsabile dell’organizzazione nazionale incaricata dei prelievi e delle misurazioni per la Centrale nazionale d’allarme (CENAL) dell’Ufficio federale della protezione della popolazione, Nicola Solcà, Capo della Sezione della protezione dell’aria dell’acqua e del suolo del Dipartimento del territorio e Nicola Forrer, Chimico cantonale e Direttore del Laboratorio cantonale del DSS.
L’eredità di Chernobyl
Il 26 aprile 1986, l’esplosione del reattore n. 4 di Chernobyl segnò il più grave incidente nucleare civile della storia, liberando una nube radioattiva che colpì l’Europa. Ticino, San Gallo e Turgovia furono i territori più interessati in Svizzera a causa delle piogge registrate all’inizio di maggio 1986, che causarono la deposizione di Cesio-137 al suolo.
A distanza di 40 anni, grazie in particolare al decadimento fisico, la contaminazione si è ridotta di oltre la metà, attestandosi a un livello di sottofondo: attualmente, del cesio depositato nel 1986 ne rimane circa il 40%.
Dal 1986 a oggi, l’organizzazione delle misurazioni in Svizzera ha compiuto progressi straordinari, riuscendo a creare una rete di misura e d’allarme precisa, capillare e automatizzata. Parallelamente, grazie a tecnologie avanzate e ai modelli meteorologici evoluti di MeteoSvizzera, è diventato possibile produrre previsioni precise sulla dispersione di eventuali nubi radioattive e realizzare simulazioni quantitative a supporto delle decisioni per la tutela della popolazione. Sul piano internazionale, la Svizzera, tramite la CENAL, opera come “Competent Authority” dell’Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), garantendo uno scambio di dati tempestivo su piattaforme internazionali ed europee come EURDEP. Inoltre, il sistema attuale comprende mezzi mobili, elicotteri per la radiometria aerea e il supporto delle truppe di difesa NBC (Nucleare, Biologico, Chimico) e dei pompieri specializzati in radioprotezione, come lo SCAM CENAL.
Il Ticino svolge un ruolo di primo piano a livello nazionale
Il Laboratorio cantonale del DSS è stato ufficialmente riconosciuto come uno dei sette centri di competenza nazionale per la misurazione della radioattività nelle derrate alimentari (CRADA). Inoltre l’attività di controllo è stata incessante: dal 1986 sono state effettuate oltre 100 campagne su 59 matrici diverse.
Un focus particolare è dedicato ai funghi commestibili selvatici, eccellenti indicatori ambientali. L’analisi di 791 campioni raccolti in tutti i distretti ha confermato una diminuzione significativa del tenore di Cesio-137 negli ultimi 40 anni. Ad oggi praticamente tutti i funghi edibili mostrano concentrazioni quasi sempre inferiori ai limiti fissati dall’Ordinanza Chernobyl. Anche i monitoraggi su erba, terra e latte confermano che il trasferimento della radioattività nella catena alimentare è oggi da considerarsi trascurabile.
Rilevamento precoce e sistema in prontezza
Nonostante l’impatto radiologico attuale sia minimo, la prontezza d’intervento rimane una priorità. Le basi legali sono state perfezionate (Ordinanza sulla protezione della popolazione) e il coordinamento tra Confederazione e Cantoni è oggi molto più efficace. In Ticino, è operativo un gruppo di lavoro specialistico dedicato all'implementazione di misure specifiche in caso di futuri eventi. "La gravità di Chernobyl ci ha permesso di costruire un sistema di protezione e controllo d'avanguardia", ha concluso Raffaele De Rosa durante la conferenza stampa. "Oggi possiamo garantire alla popolazione un rilevamento precoce e il consumo di derrate alimentari assolutamente sicure".