CRONACA
Crans, i dettagli dei video dell'orrore. Moretti pronto a riaprire il Vieux Chalet
Secondo quanto anticipato dalla trasmissione Porta a Porta, potrebbe infatti riaprire a breve il locale di Lens

Gli avvocati delle famiglie delle vittime e dei feriti hanno potuto visionare decine di video messi a disposizione dagli inquirenti sulla notte del rogo di Capodanno al Constellation di Crans-Montana. Si tratta, in tutto, di circa quaranta filmati, comprese le telecamere esterne, che documentano gli otto minuti della tragedia e, soprattutto, i due minuti decisivi in cui l’incendio si trasforma in strage.

Secondo i legali di Sofia Donadio, una sedicenne italiana sopravvissuta, le immagini sono estremamente dure, ma segnano un passaggio cruciale nelle indagini perché confermerebbero i dubbi già emersi sulla veridicità della ricostruzione fornita da Jessica Moretti, indagata dalla procura di Sion insieme al marito Jacques per omicidio e incendio colposo. A loro giudizio, dai video emergerebbe infatti - scrive il Corriere della Sera - una dinamica molto chiara che contrasta con quanto dichiarato dalla donna sia sull’innesco dell’incendio sia sui momenti immediatamente successivi.

Le riprese mostrerebbero Jessica Moretti in una prima fase attiva nella preparazione della serata, mentre insieme ai camerieri accende le candele scintillanti poste sul collo delle bottiglie di champagne. Poi, quando il corteo prende avvio e il soffitto comincia a incendiarsi, il suo comportamento cambierebbe radicalmente: le immagini la mostrerebbero allarmata, quindi in fuga verso l’uscita, senza dare l’allarme e senza avvisare nessuno del pericolo. A sua parziale discolpa, i video smentirebbero però che se ne sia andata portando con sé la cassa, dettaglio già archiviato come fake.

Il punto più pesante è proprio quello della gestione dell’emergenza. Jessica Moretti verrebbe ripresa mentre sale in fretta le scale verso l’esterno e, una volta arrivata alla porta, incrocia alcune ragazze che stanno entrando nel locale senza fare nulla, almeno apparentemente, per fermarle. Sarebbe poi stata vista nella veranda del Constellation, al piano terreno, dove incrocia un collaboratore, scambia con lui poche parole e prosegue verso l’esterno.

Le immagini restituirebbero inoltre una scena di caos assoluto tra l’1.26 e l’1.28 di notte, i due minuti in cui si consuma la strage. I legali parlano di criticità evidenti nella gestione dell’emergenza, con personale che non sembrerebbe adeguatamente formato e con difficoltà concrete perfino nel localizzare gli estintori. Uno sarebbe nascosto da uno sgabello, altri non sarebbero chiaramente individuabili. In quei secondi drammatici compaiono anche il dj del locale, Matéo Lesguer, 23 anni, e il buttafuori, entrambi ripresi mentre si precipitano a cercare un estintore. Moriranno tutti e due nel rogo.

Dopo l’1.28, il fumo e le fiamme prendono il sopravvento e le immagini interne diventano via via meno leggibili. Ma i filmati esterni, in particolare quelli di una banca, continuano a registrare la scena e mostrano ragazzi terrorizzati, ustionati o esanimi, trasportati a braccia fuori dal locale dagli avventori. Secondo questa ricostruzione, sul posto mancherebbero barelle, coperte e persino le bombole d’ossigeno necessarie per soccorrere gli intossicati.

Il ritorno a Lens

Mentre gli avvocati analizzano i video e per i feriti e i familiari delle vittime si riapre una ferita già devastante, i Moretti sarebbero intanto pronti a tornare a gestire uno dei loro locali. Secondo quanto anticipato dalla trasmissione Porta a Porta, potrebbe infatti riaprire a breve Le Vieux Chalet di Lens, uno dei tre esercizi riconducibili a Jacques e Jessica Moretti, situato a poca distanza da Crans-Montana.

Si tratta dello stesso locale in cui si trovava Moretti la notte della strage. Della ristrutturazione in corso si era già parlato nei giorni scorsi, sempre nella trasmissione di Bruno Vespa. Una troupe Rai aveva anche filmato Jacques Moretti nei pressi del locale proprio nei giorni in cui avrebbe dovuto comparire davanti ai magistrati. L’interrogatorio era poi stato rinviato dai suoi legali, che avevano parlato di un forte stato depressivo dell’imprenditore.

Nel servizio televisivo, Moretti veniva ripreso mentre saliva e scendeva da una scala per effettuare interventi sul tetto del locale, senza rispondere alle domande dell’inviata e mostrandosi visibilmente infastidito.

Sul fronte delle polemiche collaterali, è arrivata anche una precisazione ufficiale di Yves Duc, presidente del Rotary di Crans-Montana, che ha smentito in modo netto qualsiasi sostegno economico, diretto o indiretto, da parte del club o della Fondazione Rotary di Svizzera alla famiglia Moretti. Ogni voce in tal senso, ha affermato, sarebbe soltanto una totale fake news.

Nel frattempo, però, il contrasto tra le immagini dell’orrore appena visionate dai legali e la prospettiva di una prossima riapertura di un locale riconducibile ai Moretti rischia di alimentare ulteriormente indignazione e rabbia. Per i parenti delle vittime, mentre la giustizia cerca di mettere ordine nei minuti che portarono alla morte di 41 persone e al ferimento di oltre cento, l’idea di un ritorno quasi immediato alla normalità appare difficilmente accettabile.

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