POLITICA
Quando la scuola 'parla'. "Stavo bene poi... sono cambiati i vertici e invece di ascoltarmi hanno voluto cambiarmi"
Il PLR, attraverso delle opinioni raccolte nel mondo della scuola, attacca la gestione socialista. "Ho un malessere generalizzato"

BELLINZONA – La scuola ormai è un tema forte della campagna elettorale: dopo il no a La Scuola che verrà, la riforma voluta da Bertoli, in tanti stanno dicendo la loro. Non manca il PLR, che attraverso Opinione Liberale spiega che “nelle ultime settimane settimane alcuni direttori di istituti scolastici del Cantone e parecchi docenti ci hanno segnalato alcune situazioni emblematiche per spiegare come l’attuale conduzione del DECS non sia funzionale a risolvere le problematiche e a migliorare la qualità della scuola. Queste segnalazioni faticano ad uscire per il clima poco sereno all’interno del Dipartimento e per questo motivo riportiamo le posizioni in modo anonimo confermando che l’autore è noto alla redazione”.

Allora, cosa dice la scuola, in particolare quella elementare o dell’infanzia? “Non sto bene. Sono ammalata. Tutto è cominciato negli ultimi anni quando stavo ancora bene, poi... sono cambiati i vertici e invece di ascoltarmi hanno voluto cambiarmi tutto. Hanno voluto rinnovare e modernizzarmi senza conoscermi e adesso mi trovo con gli organi vitali: docenti, direzioni operatori molto infiammati, delusi, amareggiati. Ho un malessere generalizzato”. 

I liberali vogliono il DECS, forti delle critiche di chi non ritiene il Dipartimento ben gestito. 

Ma cosa non va, in particolare? I genitori, anch’essi, non capiscono più molto. “Per fortuna docenti, direzioni e operatori si danno veramente molto da fare. Sono sotto pressione, stanno facendo un gran lavoro, che poco gli viene riconosciuto, ma si va avanti!”.

“Spero di riuscire a farmi ascoltare e a farmi sentire. È come se non sapessero cosa mi succede durante un qualsiasi giorno, da quando apro le porte al mattino, sempre più presto e le chiudo alla sera, sempre più tardi. Vorrei che si potesse essere più veloci e incisivi nelle decisioni e nel rispondere ai bisogni effettivi degli istituti e dei miei allievi! Vorrei essere trattata per quel che sono veramente, per quella vicinanza che ho con i miei allievi, con il mio territorio. Ogni scuola comunale ha le sue peculiarità e pensare che tutti dobbiamo funzionare esattamente nello stesso modo si traduce nell’appiattimento e nell’allontanarci dalla realtà”, si legge ancora. 

L’assalto al DECS è ormai lanciato, da tempo.

Potrebbe interessarti anche

ELEZIONI 2019

Un DECS per tutti. Farinelli-Bertoli, botta e risposta, Marchesi: "Cambiamo chi guida la scuola"

POLITICA

Il PLR attacca il DECS, "testardaggine e insistenza alla base del naufragio"

POLITICA

Quadri e i ragazzi a scuola. "DECS, nel Luganese in classe molti meno allievi delle elementari e più bambino dell'asilo"

CRONACA

Scuola nel periodo del virus, il DECS commissiona uno studio

CRONACA

Entro il 10 agosto si saprà se sarà scuola in presenza, ibrida o a distanza. Parziale obbligo delle mascherine per i docenti

CRONACA

Lugano non ci sta: "Il modello del DECS non garantisce l'accudimento di tutti". Ma Bertoli boccia la proposta alternativa

In Vetrina

IN VETRINA

Muralto Vini al Lago da record: oltre 1’600 partecipanti e un’edizione oltre ogni aspettativa

23 APRILE 2026
IN VETRINA

Ingrado: "Il lato oscuro del 'metodo infallibile'"

21 APRILE 2026
IN VETRINA

La Mobiliare, bicentenario tra crescita e premi alla clientela

16 APRILE 2026
IN VETRINA

Il tempo come arte: la visione unica di Giulia Fontana

16 APRILE 2026
IN VETRINA

OCST: “La povertà che non si vede: anche nei paesi ricchi cresce il divario”

24 MARZO 2026
IN VETRINA

Scoprire il futuro con le proprie mani: Gehri Rivestimenti apre le porte ai giovani

23 MARZO 2026