POLITICA
Il Ticino non ha chiesto riaperture a Berna. "Lo faremo quando saremo consultati"
I Consiglieri di Stato nella loro lettera hanno sottolineato la stanchezza della popolazione, di fronte comunque a una situazione cantonale che migliora. L'unica richiesta è di rendere accessibili sport e attività del tempo libero per i giovani

BELLINZONA - Alla fine, il Consiglio di Stato non ha chiesto aperture a Berna. Ieri le indiscrezioni parlavano di una lettera inviata al Consiglio Federale in cui si domandava di poter far riaprire i battenti ai bar e ai ristoranti, sino alle 19 e rispettivamente alle 22. Invece, quella era solo una bozza e la missiva mandata veramente, partita nella serata di ieri, non contiene nulla di tutto ciò.

Il Ticino ha deciso di andarci cauto, deciso a chiedere riaperture quando i Cantoni verranno consultati (Gobbi aveva lamentato che non erano stati interpellati prima della famosa conferenza stampa in cui Berset aveva annunciato che probabilmente le misure sarebbero proseguite dopo la fine del mese). Per ora, di quanto contenuto nella bozza, a livello di richieste, è rimasto solo l'auspicio di "un’apertura delle pratiche sportive outdoor e indoor, nonché delle attività culturali e di tempo libero", per facilitare un po' la vita ai giovani che stanno particolarmente soffrendo di questa situazione.

Ma che la popolazione è stanca, i Ministri lo hanno sottolineato. E che in Ticino fortunatamente i numeri stanno nettamente migliorando, con meno ricoveri, meno casi. Anche le varianti, che secondo qualcuno dovrebbero portare a misure addirittura più severe, nel nostro Cantone non stanno avendo effetti catastrofici, visto che i contagi sono comunque sotto controllo. 

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