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03.02.2023 - 11:220

Il grido di Zali: "Roesti, intervieni sul tema A2-A13. Il rischio è che salti tutto"

Il progetto è frutto di un delicato lavoro per raggiungere il consenso interno, ora l'USTRA sta lavorando a delle modifiche che secondo il Consiglio di Stato potrebbe vanificare quanto fatto sin qui e chiede aiuto al Consigliere Federale neo eletto

BERNA - Un progetto ambizioso, su cui si è raggiunta a fatica una intesa, che potrebbe ora essere stravolta dall'USTRA. In una lettera inviata a Albert Roestli dal Consiglio di Stato, in cui si sollecita un incontro per discutere di vari temi come mobilità ferroviaria, navigazione sul Lago Maggiore, collegamento A2-A13 al piano direttore e una richiesta flessibilità verso il Ticino, viene affrontato con preoccupazione il tema del tracciato della A2-A13.

Come noto, si tratta di un nuovo tracciato autostradale tra l'agglomerato del Bellinzonese e quello del Locarnese, con l'obiettivo di migliorare le condizioni della mobilità e della sicurezza della circolazione nel Piano di Magadino. Il nuovo collegamento autostradale A2-A13 presenta una lunghezza complessiva di ~11 km, dei quali  ~8.0 km in sotterraneo. Prevede 4 svincoli autostradali, di cui 2 completi alle estremità ovest ed est, rispettivamente Riazzino e Bellinzona Sud, e 2 semisvincoli intermedi a Quartino e S. Antonino con entrate e uscite in direzione di Bellinzona. L'USTRA, con grande orgoglio del Governo, lo ha inserito (assieme a un altro progetto ticinese, il PoLuMe), nel pacchetto di misure contemplate dal Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali (PROSTRA) (leggi qui).

Ma qualcosa, ora, non starebbe andando per il verso giusto. L'USTRA (Ufficio federale delle strade) starebbe lavorando a sua volta al tracciato, rischiando di modificare le intese raggiunte, con non pochi sforzi, all'interno della politica ticinese. "L’USTRA sembra dimenticare tutto il lavoro svolto fin qui. E, soprattutto, quanto sia stato difficile raggiungere il consenso interno. Se il tracciato venisse stravolto, il pericolo è di ritrovarci nuovamente privati del collegamento", ha detto Claudio Zali al CdT.

Ammette di essere preoccupato, "soprattutto per via delle polemiche che sorgeranno se non riusciremo a mantenere il tracciato così come lo abbiamo elaborato". Trovare una intesa che accontentasse più o meno tutti non era stato facile e ora il rischio è di vanificare tutto.

"Per questo deve intervenire il Consiglio federale, trovando il modo di far capire all’USTRA che il progetto non è solo tecnico, ma è anche e soprattutto frutto di convergenza politica": da qui la missiva a Roesti, con il timore che il progetto resti "lettera morta".

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