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15.04.2024 - 12:130

“I giudici di Strasburgo fanno attivismo politico-ideologico. La Svizzera disdica la CEDU”

Lo chiede con una mozione al Consiglio Federale il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri: “Nessuna lezione da prendere in materia di rispetto dei diritti umani, il diritto interno è già esemplare”

Dopo la recente condanna della Svizzera da parte della CEDU, il consigliere nazionale della Lega Lorenzo Quadri ha inviato una mozione al Consiglio federale affinché intraprenda i passi necessari affinché la Confederazione disdica la propria partecipazione alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e al Consiglio d’Europa. Pubblichiamo qui il testo della mozione.

“Con la recente sentenza di condanna nei confronti della Svizzera per violazione di presunti diritti umani in ambito climatico, la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), preposta all’applicazione dell’omonima Convenzione (anch’essa abbreviata in CEDU), ha oltrepassato la linea rossa, scivolando nell’attivismo politico climatista e bruciando in questo modo la propria credibilità.

La sentenza viola la sovranità della Svizzera ed anche la nostra democrazia. L’interpretazione sempre più estensiva dell’articolo 8 CEDU - il quale al cpv 1 recita semplicemente: “Ogni persona ha diritto al rispetto della sua vita privata e familiare, del suo domicilio e della sua corrispondenza” - giunta ora al punto da includervi anche “diritti climatici” inventati di sana pianta, non è più accettabile. Essa espone i Paesi firmatari della Convenzione ad ogni genere di arbitrio ad opera dei giudici di Strasburgo, a seconda dell’orientamento politico-ideologico della maggioranza di questi ultimi. Le interpretazioni creative e politiche dell’articolo 8 CEDU minano la certezza del diritto, violano il principio della separazione dei poteri e non sono compatibili con il nostro sistema democratico: in Svizzera le leggi le fa il Parlamento, rispettivamente i cittadini tramite diritti popolari. Va ribadita la preminenza del diritto interno sulle fantasiose sentenze di Strasburgo. La progressiva e continua estensione del concetto di “diritti umani” ad opera dei giudici della CEDU è inaccettabile non solo in ambito climatico, ma anche in altri settori: ad esempio in materia di politica degli stranieri. I risultati sono grotteschi, poiché vengono condannati paesi manifestamente virtuosi.

La Svizzera, in materia di rispetto dei diritti umani, non ha lezioni da prendere dai giudici di Strasburgo e nemmeno necessità di sottoscrivere una Convenzione internazionale: il diritto interno è già esemplare. Di conseguenza, si chiede che la Svizzera disdica la propria partecipazione alla CEDU, così da non dover più sottostare alla giurisprudenza della sua Corte, e che esca anche dal Consiglio d’Europa in qualità di organo preposto alla valutazione delle misure prese dai Paesi firmatari della CEDU per adeguarsi alle sentenze di Strasburgo. Fino alla crescita in giudicato della disdetta della CEDU e dell’uscita dal Consiglio d’Europa, il CF non deve inoltre prendere alcuna misura per attuare la decisione sui “diritti umani in ambito climatico”, né altre eventuali sentenze della CEDU sfavorevoli al nostro Paese”.

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