POLITICA
Accordi CH–UE: il PLR sostiene il Consiglio di Stato e chiede tutele per il Ticino
Dopo la nota del Consiglio di Stato, ecco la presa di posizione del PLR. Speziali: "Ora serve inserire in modo vincolante gli interessi del Ticino"

BELLINZONA – Il PLR “condivide e sostiene la presa di posizione trasmessa oggi dal Consiglio di Stato al Consiglio federale nell’ambito della consultazione sul pacchetto di accordi per la “stabilizzazione e sviluppo delle relazioni Svizzera–UE””.

Pur riconoscendo i progressi rispetto al precedente Accordo quadro, il PLR “ribadisce la necessità di miglioramenti concreti e di tutele specifiche per il Ticino, a partire da una clausola di salvaguardia attivabile anche a livello regionale, misure compensatorie per i Cantoni frontalieri e garanzie sul mercato elettrico”.

“È un passo nella direzione giusta rispetto all’Accordo bocciato tempo fa”, dichiara il presidente Alessandro Speziali. “Ora serve inserire in modo vincolante gli interessi del Ticino: salvaguardia cantonale, correttivi sulla libera circolazione, garanzie sull’energia. Così la Svizzera potrà consolidare relazioni stabili con l’UE, senza sacrificare la nostra autonomia.”

Le 4 priorità politiche del PLR

Il partito ribadisce il proprio impegno a favore di una posizione propositiva e concreta, in linea con la difesa degli interessi del Cantone e dello spirito federalista. Ecco i punti chiave:

Mercato del lavoro

Difesa del tessuto economico ticinese e contrasto alle distorsioni del mercato lungo la frontiera.

Clausola di salvaguardia efficace

Applicabile anche a livello cantonale o regionale, con criteri chiari e attivabili in caso di necessità.

Immigrazione e mobilità

Misure di compensazione per i Cantoni maggiormente esposti agli effetti della libera circolazione e rafforzamento dei controlli contro gli abusi.

Mercato elettrico

Garanzie nell’accordo sull’energia, con particolare attenzione all’idroelettrico ticinese e alla sicurezza dell’approvvigionamento locale.

Il PLR sostiene inoltre con convinzione “la richiesta di sottoporre l’accordo a referendum obbligatorio con doppia maggioranza – del popolo e dei Cantoni – una posizione già assunta in precedenza dal partito e oggi ribadita anche dal Governo cantonale”.

“Salutiamo positivamente la coerenza del Consiglio di Stato”, conclude il comunicato, “che riconosce il ruolo del Ticino come Cantone di frontiera e la necessità di garantire legittimità democratica piena a un accordo di portata storica.”

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