Il presidente del PLR: “Non si tratta di episodi isolati, né della prima segnalazione sul tema dei richiedenti l’asilo a Locarno,l come già avvenuto anche altrove, per esempio a Chiasso"

Di Alessandro Speziali (interrogazione al Governo)
Secondo quanto confermato recentemente da media, molti residenti, esercenti e commercianti in Città Vecchia di Locarno – così come in altri Comuni e città del Cantone – segnalano che la situazione nel centro storico è sempre più pregiudicata nella qualità di vita.
Episodi ricorrenti di risse, molestie verbali, schiamazzi, lancio di oggetti dalle finestre, sporcizia e frequenti interventi della Polizia caratterizzano la zona. Al centro delle lamentele figura anche una struttura gestita dalla Croce Rossa, dove alcuni richiedenti asilo sono ritenuti responsabili di molti dei problemi segnalati.
Non si tratta di episodi isolati, né della prima segnalazione sul tema dei richiedenti l’asilo a Locarno (come già avvenuto anche altrove, per esempio a Chiasso).
Questi elementi indicano che l’interazione tra strutture per richiedenti l’asilo e tessuto urbano di molti Comuni è un tema ricorrente da tempo, e non un fenomeno recente.
La Città Vecchia di Locarno è un quartiere residenziale e uno dei fulcri dell’attrattiva turistica del Locarnese: ristorazione, piccoli negozi, artigianato, strutture ricettive e il valore storico-architettonico del nucleo contribuiscono all’immagine complessiva della destinazione Locarno, che il settore pubblico promuove investendo risorse importanti nel turismo, negli eventi e nel marketing territoriale. Episodi ripetuti di violenza, insicurezza e degrado rischiano di compromettere questa attrattiva, scoraggiare la clientela locale e turistica e mettere sotto pressione le attività economiche che contribuiscono al gettito fiscale e all’occupazione. E questo avviene già con fatica.
È evidente che l’accoglienza dei richiedenti l’asilo è un compito pubblico da svolgere nel rispetto della dignità delle persone e delle norme federali e cantonali. Proprio per questo motivo, la scelta delle localizzazioni, la gestione delle strutture e le misure di accompagnamento sociale e di sicurezza non possono limitarsi a una mera suddivisione numerica dei posti sul territorio, ma devono integrare una chiara valutazione di opportunità:
– opportunità rispetto al contesto urbano (centri storici delicati, zone residenziali dense, quartieri già sotto pressione);
– opportunità rispetto all’immagine turistica e all’attrattiva di luoghi che il Cantone stesso promuove come vetrina del Ticino;
– opportunità rispetto all’obiettivo politico dichiarato di essere un Cantone al contempo accogliente e turistico, nel quale l’integrazione non avviene a scapito della qualità di vita e della sicurezza percepita da residenti, esercenti e ospiti.
Seguono le domande al Consiglio di Stato:
Il Consiglio di Stato è a conoscenza della situazione in Città Vecchia a Locarno, della petizione in corso e di situazioni analoghe, come a Chiasso?
Quante segnalazioni, interventi di polizia, denunce o procedimenti penali collegati a risse, molestie, turbative della quiete pubblica o danneggiamenti sono stati registrati negli ultimi tre anni nell’area interessata dalla struttura ricettiva in questione e nelle altre città del Cantone?
In quanti casi le persone coinvolte risultavano essere richiedenti l’asilo alloggiati nelle strutture previste?
Quali misure di accompagnamento e controllo sono previste per gli ospiti di queste strutture?
Negli ultimi anni sono stati introdotti correttivi specifici (ad esempio limiti alla capacità, cambi di profilo degli ospiti, rafforzamento della presenza educativa o di sicurezza) a seguito delle criticità segnalate nel quartiere? Se sì, quali e con quali risultati concreti?
Quali misure coordinate sono attualmente in atto tra Cantone, Città di Locarno (e altre), Polizia comunale/cantonale, Croce Rossa ed eventuali altri attori per garantire l’ordine pubblico e la sicurezza?
Il Consiglio di Stato ritiene che le forze dell’ordine dispongano di adeguati strumenti e basi legali per compiere il proprio lavoro? Anche nell’ambito dei nomadi?
Sono in valutazione misure aggiuntive – ad esempio maggior presenza sul territorio, interventi mirati su singoli individui problematici, sanzioni amministrative, provvedimenti di allontanamento o trasferimento – per dare una risposta concreta alle preoccupazioni di esercenti e residenti?
In che modo il Consiglio di Stato intende coinvolgere sistematicamente le associazioni di categoria (commercianti, ristoratori, operatori turistici) nella valutazione dell’impatto di tali strutture sui centri storici e sulle aree a vocazione turistica e residenziale?
Nella scelta delle localizzazioni per strutture di accoglienza per richiedenti l’asilo o per altre forme di alloggio collettivo, il Cantone dispone di criteri formali (linee guida, direttive interne) che tengano esplicitamente conto della funzione turistica e commerciale dell’area interessata, del valore storico-culturale (ad esempio nuclei storici, centri cittadini) e dell’immagine complessiva della destinazione verso l’esterno? Se sì, il Consiglio di Stato è disposto a renderli pubblici o a illustrarli nel dettaglio?
In che misura l’attrattiva turistica riconosciuta di un luogo – come nel caso del centro storico di Locarno – incide sulle decisioni di collocarvi o meno strutture di questo tipo?
Il Consiglio di Stato condivide che la pianificazione cantonale dell’accoglienza non possa limitarsi a una logica di ripartizione numerica dei posti sul territorio, ma debba integrare una valutazione di opportunità (impatto sul turismo, sulla qualità di vita e sulla coesione sociale) nelle aree interessate?
Esistono soglie massime raccomandate o vincolanti (numero di posti, densità di strutture simili per quartiere, profilo degli ospiti) per evitare un sovraccarico di aree delicate dal profilo turistico e commerciale?
Il Consiglio di Stato ritiene soddisfacente, alla luce degli articoli citati e delle testimonianze raccolte, l’attuale equilibrio tra esigenze di accoglienza e tutela dell’immagine turistica della Città Vecchia di Locarno, che costituisce uno dei principali “biglietti da visita” del Cantone?
Sono previste misure specifiche in vista delle prossime stagioni turistiche per assicurare che la Città Vecchia resti percepita come luogo accogliente, sicuro e attrattivo, sia per gli ospiti che per chi vi abita e lavora?
Alla luce di questo caso e di altri precedenti a Locarno e altrove, il Consiglio di Stato ritiene opportuno elaborare o aggiornare criteri cantonali che integrino in modo esplicito la dimensione dell’attrattiva turistica, dell’immagine del Cantone e dell’equilibrio sociale nella pianificazione e gestione delle strutture di accoglienza?
In che modo il Consiglio di Stato intende conciliare in modo coerente l’obiettivo di essere un Cantone accogliente – che adempie ai propri doveri in materia di asilo – con l’obiettivo di rimanere e rafforzarsi come Cantone turistico, anche attraverso scelte di localizzazione che siano politicamente e socialmente opportune oltre che tecnicamente possibili?