Aumentano, soprattutto nel Mendrisiotto e nel Luganese, gli episodi di violenza, aggressioni, furti e altri atti criminali. Occorre una risposta comune
BELLINZONA - Aumentano, soprattutto nel Mendrisiotto e nel Luganese, gli episodi di violenza, aggressioni, furti e altri atti criminali nelle stazioni ferroviarie e a bordo dei treni. È il punto di partenza dell’interrogazione presentata in Gran Consiglio dal deputato PLR Andrea Rigamonti, con Alessandro Speziali, Matteo Quadranti, Simona Genini, Natalia Ferrara, Patrick Rusconi e Gabriele Ponti quali cofirmatari.
Nel testo, i firmatari sottolineano la crescente preoccupazione tra i cittadini e tra gli utenti del trasporto pubblico, che si aspettano di poter viaggiare e frequentare stazioni e dintorni in sicurezza. La situazione avrebbe inoltre l’effetto di spingere Polizia cantonale e polizie comunali a concentrare sempre più risorse in queste aree, a discapito di altri compiti di sicurezza sul territorio.
Le stazioni, ricordano i deputati, sono nodi centrali della mobilità cantonale e luoghi di grande frequentazione quotidiana, anche alla luce dell’aumento dell’utilizzo di TiLo. Per questo, a loro avviso, diventa fondamentale un presidio efficace e una collaborazione strutturata tra le autorità competenti, in particolare tra Polizia cantonale, polizie comunali e Polizia dei trasporti delle FFS. Senza un coordinamento adeguato, avvertono, c’è il rischio che i fenomeni di violenza e criminalità si spostino semplicemente da una stazione o da un Comune all’altro, senza una reale diminuzione complessiva dei casi.
La Polizia dei trasporti, evidenzia l’atto parlamentare, ha un ruolo specifico nella prevenzione e nel contrasto dei reati nell’ambito del traffico ferroviario e nelle aree collegate. Da qui la richiesta al Consiglio di Stato di fare il punto sulla situazione, di chiarire quali forme di collaborazione siano oggi operative con la Polizia dei trasporti e se vi siano margini – anche temporanei – per rafforzare la presenza e le misure coordinate, comprese eventuali iniziative congiunte di prevenzione e interventi infrastrutturali per migliorare la sicurezza reale e percepita.
Domande al Consiglio di Stato
Qual è la valutazione del Consiglio di Stato in merito all’evoluzione degli episodi di violenza e criminalità nelle stazioni ferroviarie e a bordo dei treni in Ticino negli ultimi mesi e anni?
Quali forme di collaborazione operativa sono attualmente in atto tra la Polizia cantonale ticinese e la Polizia dei trasporti delle FFS?
L’offerta di lavoro presso la Polizia dei trasporti delle FFS è ricca. Il Consiglio di Stato è a conoscenza di un eventuale rafforzamento degli effettivi della Polizia dei trasporti FFS destinati al Ticino?
Il Consiglio di Stato ritiene che tale collaborazione sia sufficiente o vi siano margini per rafforzarla ulteriormente, magari anche a titolo temporaneo, per far fronte all’attuale aumento dei casi?
Qual è oggi il livello di presenza e di attività della Polizia dei trasporti in Ticino (effettivi, pattugliamenti, interventi, ecc.)?
Il Cantone ha recentemente chiesto o intende chiedere un rafforzamento della presenza della Polizia dei trasporti nelle stazioni e sui treni che attraversano il Ticino?
Sono previsti o allo studio programmi congiunti di prevenzione, pattugliamenti misti o altre misure coordinate tra Polizia cantonale, polizie comunali e Polizia dei trasporti?
Il Consiglio di Stato ritiene opportuno rafforzare ulteriormente la presenza di agenti nelle principali stazioni del Cantone e sui collegamenti ferroviari più sensibili?
Il Consiglio di Stato intende promuovere, in collaborazione con le FFS e con i Comuni interessati, misure infrastrutturali (illuminazione, videosorveglianza, presenza di personale FFS) volta a migliorare la sicurezza oggettiva e percepita in tali aree?
Esiste un coordinamento informativo tra le autorità cantonali, i gestori dei centri federali per richiedenti l’asilo e le forze di sicurezza al fine di prevenire situazioni problematiche nel trasporto pubblico?