L’extra-gettito stimato per il Ticino (circa 110 milioni) verrebbe destinato all’applicazione immediata della decisione popolare del 28 settembre. Il partito chiede al Gran Consiglio di trattare il dossier con urgenza

BELLINZONA – Ventisei miliardi di utile atteso e una distribuzione straordinaria che, per il Ticino, potrebbe valere circa 110 milioni di franchi. È attorno a questi numeri – annunciati oggi dalla Banca nazionale svizzera (BNS) – che il Partito socialista ticinese costruisce la sua proposta: usare l’intero extra-introito cantonale proveniente dagli utili BNS per avviare l’attuazione dell’“iniziativa per il 10%” dei premi di cassa malati, accendendo subito una prima fase e alleggerendo i costi che pesano sulle famiglie.
Il PS lega esplicitamente il tema delle risorse straordinarie al rispetto del voto popolare del 28 settembre 2025. L’idea è presentata come una via “immediata” per dare ossigeno al potere d’acquisto, senza attendere nuove coperture e senza spostare il problema su altri capitoli di spesa. Proprio perché – sottolineano i socialisti – si tratta di entrate non iscritte nel Preventivo 2026, dunque utilizzabili per misure mirate senza imporre compensazioni altrove.
L’iniziativa parlamentare depositata dal gruppo socialista in Gran Consiglio chiede due passaggi operativi. Da un lato, l’entrata in vigore al 1° gennaio 2026, con effetto retroattivo. Dall’altro, per il 2026, una prima tappa parziale centrata sulle cosiddette “costanti”, con un costo stimato attorno ai 60 milioni: una scelta che, nelle intenzioni del partito, permetterebbe di ampliare la platea dei beneficiari (nell’ordine del 20%) e di aumentare gli importi dei sussidi, rendendo più “tangibile” la riduzione dell’onere dei premi già nel corso dell’anno.
Sul fronte BNS, la comunicazione odierna indica un utile d’esercizio atteso di circa 26 miliardi per il 2025 e una distribuzione straordinaria complessiva di circa 4 miliardi a Confederazione e Cantoni, secondo la convenzione del Dipartimento federale delle finanze (un terzo alla Confederazione, due terzi ai Cantoni). Dopo i versamenti, la riserva per future ripartizioni si collocherebbe intorno a 22 miliardi. Nel dettaglio, il risultato riflette una plusvalenza sull’oro di 36,3 miliardi, parzialmente compensata da perdite sulle posizioni in valuta estera (9 miliardi) e in franchi (0,9 miliardi). A confronto, il 2024 si era chiuso con un utile di 80 miliardi.
Il quadro definitivo sarà chiarito a inizio marzo: i dati finali dell’esercizio sono attesi per il 2 marzo 2026, mentre il rapporto di gestione è annunciato per il 17 marzo. Ma per il PS – che vede nell'extra-gettito una finestra da sfruttare subito – la partita politica si gioca ora: portare rapidamente il dossier in aula, imprimere un’accelerazione all’iter e dare un segnale di coerenza con l’esito del voto, traducendolo in un primo alleggerimento concreto già nel 2026.