In un’intervista a laRegione il consigliere di Stato leghista conferma la corsa alle Cantonali 2027, rivendica il Dipartimento del territorio, preferirebbe una lista solo Lega e avverte l’Udc: il piano B porta a Berna

BELLINZONA - Claudio Zali rompe gli indugi e annuncia che si ricandiderà alle elezioni cantonali del 2027. Lo fa in un’ampia intervista rilasciata a laRegione e firmata da Daniel Ritzer, nella quale il consigliere di Stato leghista conferma di voler restare in corsa e chiarisce anche quale sarebbe il suo obiettivo in caso di rielezione: continuare a guidare il Dipartimento del territorio.
Una scelta che Zali lega alla volontà di portare avanti i grandi dossier ancora aperti, dai progetti infrastrutturali del Luganese alla pianificazione territoriale, rivendicando la motivazione e l’energia necessarie per proseguire un lavoro che lui stesso definisce logorante ma ancora capace di appassionarlo. Nel colloquio con laRegione, Zali mette anche in chiaro che non vede il proprio futuro alle Istituzioni oltre la fine della legislatura in corso: alcuni dossier sulla giustizia, dice, devono essere chiusi entro allora, mentre al Territorio restano ancora cantieri politici e amministrativi che vorrebbe vedere avanzare. Sul fronte politico, l’intervista ha anche il sapore di una presa di posizione nei confronti dell’Udc.
Zali afferma infatti di preferire una lista composta da soli leghisti e lascia intendere che la sua candidatura difficilmente potrà conciliarsi con le pregiudiziali poste dai democentristi nei suoi confronti. A suo dire, non sarebbe la Lega a rompere l’alleanza, ma l’Udc ad aver scelto di alzare un veto personale, mostrando timore nel confronto elettorale. Dietro questo passaggio c’è però anche una questione più ampia: l’identità futura del Movimento. Correre da sola, sostiene Zali, significherebbe per la Lega riaffermare la propria indipendenza, la propria anima sociale e la volontà di non finire assorbita da un partito più forte a livello nazionale.
Non manca poi un passaggio sul problema del ricambio interno, che lo stesso consigliere di Stato riconosce come reale, anche perché le alleanze degli ultimi anni avrebbero impedito di dare sufficiente spazio a nuove figure. Quanto al rapporto con Norman Gobbi, Zali lo descrive in termini distesi, nonostante la possibile competizione interna per il seggio: entrambi, osserva, affrontano la situazione con il distacco di chi ha ormai lunga esperienza di governo e senza alcuna intenzione di colpirsi sotto la cintura.
Ma è soprattutto una frase a far rumore: il “piano B”. Se le urne cantonali dovessero andargli male, Zali non esclude infatti una corsa per il Consiglio degli Stati nel 2027. La destinazione è esplicitata senza troppi giri di parole: la Camera alta. Un messaggio politico abbastanza trasparente, anche perché viene accompagnato dal promemoria che la rappresentanza federale dell’Udc è stata costruita anche grazie al sostegno della Lega. In sostanza, se l’intesa dovesse saltare alle Cantonali, anche gli equilibri in vista delle elezioni federali potrebbero cambiare radicalmente.
Nell’intervista a laRegione trovano spazio anche i principali dossier di sua competenza. Zali indica come prioritaria la riforma del sistema di nomina dei magistrati, con l’obiettivo di rendere il processo più orientato al merito e meno dipendente dagli equilibri partitici, e parla poi della logistica giudiziaria, della necessità di individuare nuove sedi per Ministero pubblico e Polizia, del nodo Bellinzona-Saleggina per il nuovo ospedale e della circonvallazione Agno-Bioggio, su cui il Consiglio di Stato sarebbe pronto a ritirare il messaggio attuale per ripresentarne uno limitato alla prima parte del progetto.
Sul capitolo energia, Zali insiste sulla centralità della produzione indigena e sul Piano energetico e climatico cantonale, mentre sul tema polizia conferma che l’ipotesi di una polizia unica resta sul tavolo insieme ad altri due scenari e che a breve il governo dovrà scegliere una direzione chiara.
In chiusura, il consigliere di Stato non nasconde la preoccupazione per lo stato delle finanze cantonali e per l’esplosione dei costi sociosanitari, che a suo giudizio rappresenteranno il vero tema dominante della prossima legislatura, ben al di sopra degli schieramenti di partito. E concede anche una nota personale: ci sono giorni in cui gli sembra di non aver concluso nulla, altri in cui si convince di avere ancora la capacità di affrontare i problemi e individuare soluzioni sensate.
Il giudizio finale, dice, spetterà comunque ai cittadini, e lui è pronto ad accettarlo. Con una convinzione che suona anche come una dichiarazione di stile: la sua vita, assicura, non dipende dalla luce dei riflettori.