POLITICA
Paradiso, strappo nella Lega: Caggiano passa all’UDC con tre consiglieri
Il municipale denuncia un movimento “che non ascolta più” e invoca “un bagno di umiltà”. Piccaluga: “L’ho saputo dalla stampa”
TiPress / Massimo Piccoli

LUGANO - Scossone politico a Paradiso. Il municipale Antonio Caggiano e i tre consiglieri comunali della Lega hanno deciso di lasciare il movimento e di aderire all’UDC di Piero Marchesi. Un passaggio in blocco che segna una rottura netta e che arriva dopo tensioni maturate nel tempo.

“Ci pensavo da tempo”, spiega Caggiano al CdT. Alla base della decisione, i ripetuti contrasti con il coordinatore cantonale della Lega, Daniele Piccaluga: “Più volte mi sono trovato in disaccordo”, afferma il municipale. Il punto centrale, per Caggiano, è il cambio di natura del movimento. “La Lega non fa più la Lega – sostiene –. Non ascolta più, anche se a parole dice di ascoltare la base”. Un’accusa che l’ex leghista accompagna anche con un riferimento personale: “A me non hanno mai ascoltato, nonostante la mia lunga esperienza”.

Un malessere che, secondo Caggiano, riguarda l’intero movimento: “Servirebbe un bagno di umiltà da parte di tutti”, afferma, puntando il dito in particolare contro i vertici.

La scelta di approdare all’UDC non è casuale. “È il partito giusto per portare avanti i nostri valori”, spiega Caggiano, sottolineando la disponibilità al dialogo e all’ascolto che avrebbe trovato nei democentristi. Nella nota diffusa alle redazioni, l’ex municipale leghista parla di una Lega “seduta” e di un movimento che, dopo la scomparsa di Giuliano Bignasca, avrebbe perso il proprio spirito originario. “Oggi la politica è spesso priva di coraggio e visione, più attenta all’apparenza che alla sostanza”, osserva.

La reazione del coordinatore leghista non si è fatta attendere, ma con toni sorpresi. “L’ho saputo dal Corriere del Ticino. Non ho ricevuto neppure una telefonata”, ha dichiarato Daniele Piccaluga.

Lo strappo arriva in un momento delicato per gli equilibri del centrodestra ticinese, con l’alleanza tra Lega e UDC già sotto pressione anche a livello cantonale, soprattutto dopo l’annuncio del ministro Claudio Zali di volersi ricandidare. Un segnale politico che potrebbe andare oltre i confini di Paradiso e alimentare nuove tensioni in vista delle prossime elezioni cantonali e comunali.

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