Il presidente uscente del Governo risponde al collega leghista. E sul futuro: "In caso di rielezione penserei anche al Dipartimento del Territorio"

BELLINZONA - "Se per Claudio ci sono troppi radar, per me ci sono troppi lupi”. Firmato Norman Gobbi. Il presidente uscente del Governo, intervistato da Gianni Righinetti per il Corriere del Ticino e TeleTicino, replica al collega leghista, il quale ha recentemente annunciato una svolta in materia di circolazione stradale. “Osservo però - precisa - che all’inizio di marzo la Polizia cantonale ha segnalato che la questione della velocità è tra le principali cause degli incidenti gravi e mortali in Ticino
Nell’intervista a tutto campo, Gobbi parla anche del suo posizionamento politico e del suo legame con l’UDC (è iscritto al partito nazionale), nel momento in cui l’alleanza con la Lega sembra giunta al capolinea: “Faccio parte del gruppo dei consiglieri di Stato democentristi nell’ambito delle riunioni intercantonali, e questo credo sia un elemento essenziale, proprio perché se vogliamo contare qualcosa anche a livello nazionale dobbiamo lavorare in squadra. (…) Sono il più a destra rispetto agli altri (colleghi di governo, ndr). Questo penso sia abbastanza innegabile. Mi permetto di dirlo in maniera magari anche immodesta. Dall’altra parte però, lavoro bene con tutti”.
A proposito di arrocchino, il ministro leghista ammette: “Non siamo riusciti a raggiungere l’obiettivo principale di uno scambio completo. La soluzione di compromesso, come sappiamo, non soddisfa pienamente nessuno, né i tre colleghi, né i due consiglieri di Stato protagonisti”.
Claudio Zali, in caso di rielezione, ha già annunciato il suo ritorno al DT. Cosa farebbe invece Norman Gobbi che, per anzianità di servizio, sarebbe il primo a scegliere sulla ripartizione dei Dipartimenti? “In ordine di anzianità sono quello che ha la fortuna di essere ancora giovane. Diciamo, un giovane con esperienza. E questa mia esperienza la vorrei mettere a disposizione anche di altri Dipartimenti, come potrebbe essere per esempio il Territorio. Una discussione che, se sarà il caso, avverrà all’interno del prossimo Consiglio di Stato”.
Gobbi non si considera, infine, un "culo di pietra", termine che il Mattino usava per dileggiare i politici avversari incollati al cadreghino: "Faccio politica da trent’anni ma non ho ancora cinquant’anni e fortunatamente sono ancora in forma".