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31.10.2023 - 12:150

Danilo Forini: “La salute non è un business. Stop alle fregature a spese degli assicurati ticinesi”

Un’inchiesta del Tages-Anzeiger ha evidenziato enormi differenze nel prezzo di fornitura di componenti biomedici a vari nosocomi svizzeri: ”Forse, se i premi di cassa malati in Ticino sono così alti non è solo per irresponsabilità della popolazione”

BELLINZONA - In seguito alla notizia riportata ieri (lunedì) dal Tages-Anzeiger sui prezzi esorbitanti delle forniture di materiale medico, che gravano sui premi di cassa malati dei ticinesi e sui contributi cantonali a ospedali e cliniche, i deputati del PS Danilo Forini (primo firmatario) e Laura Riget, con Beppe Savary-Borioli (Forum Alternativo) hanno trasmesso un’interrogazione al Consiglio di Stato, di cui riportiamo il testo, chiedendo di far luce sulla vicenda.

“I grandi produttori di materiale medico truffano gli assicurati applicando prezzi esorbitanti”? Più o meno così (ma senza punto interrogativo) si potrebbe tradurre il titolo a caratteri cubitali dell’approfondita inchiesta pubblicata dal Tages-Anzeiger lunedì 30 ottobre 2023. E si approfittano soprattutto di chi paga i premi di cassa malati in Ticino, aggiungiamo noi".

Lottando contro la granitica volontà di aziende produttrici, ospedali e casse malati di mantenere segreta qualsiasi cifra, l’inchiesta giornalistica ha evidenziato delle differenze enormi del prezzo di fornitura di costosi componenti biomedici ai vari ospedali svizzeri. Ad esempio, un pacemaker sarebbe stato pagato 2.900 franchi a Coira e ben 12.900 dall’Ente ospedaliero ticinese. Una differenza di 10.000 franchi!

"Poi, ci si chiede come mai i premi di cassa malati in Ticino sono tra i più altri della Svizzera. Forse non è solo colpa di una presunta mancata responsabilità della popolazione ticinese. I giornalisti denunciano la completa mancanza di trasparenza del settore e il fatto che le grosse ditte produttrici e i grandi fornitori applichino indisturbati i prezzi che desiderano con i vari ospedali e centri medici. Nel caso del pacemaker preso ad esempio, tra il 2018 e il 2023 il costo ha potuto variare enormemente: 3.500 franchi all’ospedale universitario di Zurigo, 6.100 franchi in Vallese, 9.500 a Turgovia e così via".

Secondo Patrick Müller dell’Ospedale Cantonale di Winterthur, che si occupa di questi acquisti da dieci anni, “il sistema non funziona, il mercato non funziona più come in altri settori da molto tempo”.

I giornalisti sottolineano come gli ospedali e i medici non hanno nessun interesse a negoziare prezzi migliori, in quanto nel caso ambulatoriale le casse malati coprono qualsiasi costo senza nessun controllo e alla fine tutto si ripercuote sui premi. Per quanto riguarda il settore ospedaliero, oltre che i premi, questi costi vanno a incidere sui contributi cantonali e quindi sulle finanze pubbliche cantonali.

"Lo Stato non impone nessun prezzo e il sistema del 'libero mercato' ha con ogni evidenza fallito. Il problema e le soluzioni andrebbero naturalmente trovate a livello federale. Tuttavia, visto l’emergenza dell’aumento dei premi di cassa malati in Ticino e l’impatto del finanziamento cantonale agli ospedali e cliniche il tema è particolarmente importante in Ticino".

Domande al Consiglio di Stato:


1. È al corrente il CdS di queste differenze di prezzo nella fornitura di materiale medico ai vari operatori in Svizzera? Come si giustificano queste differenze?

2. Corrisponde al vero che l’EOC abbia pagato per il pacemaker citato nell’articolo giornalistico d’oltralpe il prezzo maggiore della Svizzera? Per quale motivo?

3. Ci sono margini di manovra cantonali per migliorare la trasparenza nelle forniture di materiale bio-medico e sanitario in generale?

4. Come intende intervenire il Consiglio di Stato per fare in modo che gli ospedali, le cliniche e i medici siano incentivati a negoziare prezzi migliori per ridurre l’impatto di questi costi sui premi di cassa malati e sui contributi cantonali ospedalieri?

5. Si ritiene possibile istituire un centro di acquisto centralizzato dei prodotti medici a livello cantonale o meglio intercantonale (in attesa di uno a livello nazionale) per contrastare il potere delle multinazionali de settore e una migliore trasparenza dei prezzi?

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