Politica
20.09.2016 - 22:390
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

La gioia è giovane. «Facendoci sentire abbiamo cambiato gli equilibri».

La misura sulle borse di studio sarà rinviata in Commissione della Gestione: chi aveva manifestato e preparava il referendum esulta, anche se la vittoria è solo parziale

BELLINZONA - Nel giorno in cui la manovra finanziaria da 205 milioni è divenuta realtà, con l'approvazione del rapporto di maggioranza, i veri vincitori sono i giovani. La proposta di trasformare un terzo del valore delle borse di studio in prestito già a partire dal Bachelor sarà infatti rinviata alla Commissione delle Gestione. Chi si era mosso, promettendo un referendum e dando vita alla manifestazione pacifica di ieri, esulta. «Abbiamo fatto sentire la nostra voce e siamo riusciti a spostare gli equilibri. Alla fine, hanno dovuto rimandare la misura in commissione, dato che non avrebbero ricevuto il consenso sperato. Che ci serva da lezione per il futuro, dovremo scendere in piazza per far sentire la nostra voce», si legge sulla pagina Facebook dal nome "No alla restituzione delle borse di studio". Il Sindacato Indipendente degli Studenti e degli Apprendisti è stato in prima fila, con la Gioventù socialista e i giovani comunisti, e si gode il successo. «Oggi il Parlamento ha deciso di rinviare in Commissione il provvedimento che avrebbe trasformato in prestiti le borse di studio: è una vittoria parziale, che è stata possibile soltanto grazie alla mobilitazione di studenti e studentesse. È essenziale, però, tenere alta la guardia: in futuro - e molto presto! - non mancheranno nuovi attacchi alla scuola e al diritto allo studio, e sarà dunque necessario tenerci pronti a farci nuovamente valere! Nel frattempo ci godiamo un'anniversario speciale, che non potevamo festeggiare in miglior modo: nel 2008 la mobilitazione degli studenti sventava proprio uno dei primi tentativi di trasformare le borse di studio in prestiti di studio». Generazione Giovani del PPD ha inviato un comunicato. «I deputati di Generazione Giovani hanno espresso la loro contrarietà e ventilato la possibilità di referendum anche all’interno del dibattito in Gran Consiglio. La richiesta di rinvio in commissione da parte dei relatori non mette però al sicuro il diritto allo studio che potrebbe, anche in futuro, subire attacchi di questa portata. Il movimento giovanile del PPD rimarrà anche in futuro vigile, insieme ai suoi rappresentanti, affinché le leggi che garantiscono il diritto allo studio non vengano toccate nella loro essenza. Per concludere non possiamo che ringraziare anche gli altri movimenti giovanili di partito per l’ottima collaborazione. Uno sforzo comune che negli ultimi giorni ha permesso di sensibilizzare i parlamentari e l’opinione pubblica». Sui social, ha espresso la sua gioia anche Alessandro Spano, presidente dei Giovani Liberali Radicali. «Personalmente, credo sia una prima piccola vittoria che ha permesso di evitare danni ben maggiori. Bene così! Salvaguardiamo il diritto allo studio: studiare è un investimento per la società!». E quando il socialista Sirica lo ha punzecchiato affermando che il sostegno dei GLRT sarebbe servito prima, ha ribattuto che il movimento giovanile liberale avrebbe preso posizione a ottobre (con tempistiche dettate dal direttorio).
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