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Ultimo aggiornamento: 17.10.2019 21:41
Svizzera
07.07.2016 - 16:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Leva obbligatoria per le donne, «abbiamo voluto la parità...», ma «parità potrebbe essere abolirla per tutti»

Raide Bassi e Chiara Salvini a confronto sulla possibilità di rendere obbligatorio per le donne il servizio militare. Perché sempre più ragazze lo vogliono fare, mentre gli uomini se possono spesso lo evitano?

BELLINZONA - Servizio militare obbligatorio esteso anche alle donne (o almeno la protezione civile)? Un gruppo di esperti, presieduto dall’ex consigliere nazionale appenzellese pipidino Arthur Löpfe non esclude di ispirarsi, un domani, al modello norvegese, secondo cui entrambi i sessi prestano servizio al bisogno. Cosa ne pensano le giovani politiche ticinesi? Lo abbiamo chiesto a Raide Bassi dell'UDC e a Chiara Salvini della GISO. «Di principio sarei contraria dato che lo sono alla leva obbligatoria per gli uomini, figuriamoci per le donne», premette Salvini. «Lo trovo un sistema obsoleto non più attuale nella nostra situazione geopolitica: ben venga chi voglia farlo ma non vedo la necessità di renderlo obbligatorio per tutti. Se dovessero chiamarmi solo per le competenze che ho rifiuterei per principio, opterei semmai per un servizio civile», ammette. Raide Bassi la mette subito sul piano della parità, pur facendo delle distinzioni fisiche. «Se si parla di pari opportunità e pari diritti non la vedo come qualcosa di catastrofico. Ovviamente il grado di difficoltà fisico andrà adattato, ma non mi sembra una proposta scandalosa. Magari le donne potrebbero dare un contributo importante all'esercito. Abbiamo fatto anni di lotta per conquistare la parità, ci dobbiamo prendere i privilegi però anche i doveri...». Lei probabilmente cercherebbe di inserirsi nel ramo amministrativo o organizzativo, gestionale o logistico. «Però la parità potrebbe seguire il modello femminile e non per forza maschile», la contraddice Chiara Salvini «La parità potrebbe anche essere non avere la leva obbligatoria neppure per gli uomini, potrebbero essere loro a seguire quello che facciamo noi. Ma ci sono problemi di parità più importanti e pressanti a cui dare una risposta sul tema parità». Togliere la leva obbligatoria non rischierebbe di ridurre gli effettivi dell'esercito? Le nostre due interlocutrici confermano di avere amici che, potendo, hanno evitato il servizio militare. «Non credo sia un problema per l'esercito, basti vedere i paesi vicini la leva obbligatoria non c'è. È comunque un rischio», dice Chiara Salvini. «Forse c'è meno nazionalismo però per me noi non abbiamo mai visto la guerra, nemmeno da lontano. Se fossimo nati in un'epoca in cui si sentivano le conseguenze di un conflitto sulla propria pelle e i racconti erano ancora vivi, sarebbe diverso. Ora la vediamo come qualcosa di lontano, la situazione è cambiata da quando l'esercito aveva un ruolo fondamentale. e il servizio militare si vede come un impedimento allo studio o al lavoro. Può essere un'esperienza arricchente ma rinvia tutto di un anno, in cui tra l'altro se non hai già un lavoro devi farti mantenere dalla famiglia». Raide Bassi insiste sulla scuola di vita. «In molti che l'hanno fatto mi hanno detto che ha lasciato qualcosa. Interpreterei il loro non volerlo svolgere nel cercare di evitare di far fatica, si cerca la strada più facile. Tanti dicono che non serve perché sostengono che non entreremo mai in guerra. Poi c'è un cambio di mentalità, mio papà mi raccontava che si spingevano i figli a prendere i gradi perché i graduati erano avvantaggiati nel lavoro e nella vita privata, basti pensare alle banche o alcune aziende che avevano strutture militaristiche». Ci sono sempre più ragazze che volontariamente affrontano il servizio militare, come mai? «Forse è un voler dimostrare, sempre per il discorso della parità, che ciò che può fare l'uomo lo può fare anche la donna. Insegna tanto a livello di disciplina e conduzione, magari è anche un percorso interiore», pensa Bassi. Per Salvini, è da imputare a un cambio di mentalità. «All'inizio una scelta del genere era vista come strana e malvista anche dalla famiglia, lo stereotipo era che non fossimo abbastanza forti. Ora la possibilità c'è da un po' e le ragazze subiscono meno i pregiudizi, dunque se vogliono farlo non si trovano contro la famiglia. Perciò penso che le ragazze interessate sono lo stesso numero di qualche tempo fa». Paradossalmente, si potrebbe arrivare a una situazione in cui ci saranno più donne che avranno voglia di fare il servizio militare degli uomini? Le nostre due interlocutrici si mostrano molto scettiche.
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