Tribuna
21.01.2016 - 09:410
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Il fisco federale non penalizzi più coniugi e partner registrati

di Marco Romano, consigliere nazionale PPD TI

La penalizzazione fiscale del matrimonio è una distorsione riconosciuta dal Tribunale federale nel 1984, corretta nelle varie legislazioni fiscali cantonali, ma ad oggi senza soluzione a livello nazionale. Da decenni, ottantamila famiglie sposate con doppio reddito pagano ingiustamente più imposte federali rispetto a quando erano “semplici” conviventi. Dal 2007 questa discriminazione colpisce anche le coppie omosessuali in unione domestica registrata. Il Consiglio federale e il Parlamento fanno orecchie da mercante da oltre trenta anni e non hanno corretto la distorsione statuita anche dal Tribunale federale. Per questo motivo il PPD svizzero nel 2011 ha lanciato l’iniziativa popolare «Per il matrimonio e la famiglia – NO agli svantaggi per le coppie sposate» su cui si voterà il prossimo 28 febbraio. Perché una giovane coppia appena sposata deve pagare più imposte dal momento in cui sancisce con il matrimonio la propria unione? Una discriminazione svantaggiosa e irrispettosa del valore dell’unione coniugale nella nostra società. Solo con un SI all’iniziativa si potrà finalmente rendere giustizia ed equità a favore delle coppie sposate e dei partner registrati. Dal punto di vista fiscale, il matrimonio costituisce una comunione economica, non deve quindi essere svantaggiato rispetto ad altri modi di vita. Per questo nel nostro Paese la tassazione congiunta è una realtà consolidata che riconosce l’istituto fondamentale del matrimonio (e dell’unione registrata) e permette un approccio pragmatico da parte delle amministrazioni fiscali. I componenti della coppia sono tassati insieme, ma non per questo devono pagare più imposte a causa dello stato civile. Occorre infine fare chiarezza in merito a chi combatte in maniera strumentale questa iniziativa a causa della definizione di matrimonio contenuta nel testo. Dal punto di vista giuridico e politico il passaggio criticato non cambia niente nel diritto e nella giurisprudenza vigenti. È la definizione di matrimonio accettata in votazione popolare da cittadini e cantoni nel 1999 al momento del rinnovo della Costituzione. Dal 2007 è riconosciuta l’unione registrata alle coppie dello stesso sesso, garantendo di fondo pari diritti e protezioni rispetto al matrimonio. La critica alla formulazione è di conseguenza fuorviante poiché l’iniziativa è di natura prettamente fiscale e va a beneficio anche delle coppie omosessuali. Il matrimonio è e resta l’unione tra un uomo e una donna. Le discussioni future sono aperte e in corso, nulla è deciso e vi sono vari scenari possibili. Il matrimonio potrà essere cambiato se vi sarà una maggioranza che lo vorrà. In quel momento con una votazione popolare si potrà adattare anche l’articolo oggi in discussione. È ingiusto che due persone paghino più imposte e percepiscano una rendita inferiore per il solo fatto di essere coniugate o in unione registrata. Di conseguenza: SI all’iniziativa «Per il matrimonio e la famiglia – NO agli svantaggi per le coppie sposate»! Marco Romano, consigliere nazionale PPD TI
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