LOCARNO - Alla fine, l'ha spuntata "Right Now, Wrong Then": il regista coreano Hong Sangsoo si aggiudica il Concorso Internazionale, mostrando di trovarsi a proprio agio al Festival di Locarno, dove due edizioni fa aveva vinto il premio per la migliore regia.La giuria non ha voluto fornire una motivazione, limitandosi a sottolineare la difficoltà della scelta e la volontà di far emergere la varietà esistenti fra cinema diversi e fra i modi di vedere la vita che essi trasmettono.Di Hong è stato apprezzata la capacità di creare una pellicola che fosse sostanzialmente la sintesi e la naturale prosecuzione dei suoi precedenti lavori: su tutti, l'attenzione raramente distolta dai protagonisti, una certa luminosità di fondo che contrasta certamente con la cupezza di altri film in concorso a Locarno, una colonna sonora discreta nel suo essere quasi assente.La vicenda, di per sé, è semplice, piacevole, adatta anche a sorridere. È l'intreccio più vecchio del mondo, lui, lei e l'altra. Lui è un regista, lei un'aspirante artista, l'altra è la moglie del regista, che non si vede mai. I primi due si incontrano, in una circostanza dettata dal caso, trascorrono una serata assieme e sembrano avviati alla più classica delle storie d'amore, se non fosse che lui, ormai ubriaco, rivela di essere sposato. La storia di fatto termina qui, e la genialità di Hong sta nel mostrarla da due punti di vista. Il gioco sta nel far cogliere le diverse sfumature degli approcci fra esseri umani e far riflettere sul "come sarebbe stato". La vita com'è opposta a come potrebbe essere, e la conclusione che, in ogni caso, il destino ha la sua potenza ed è difficile, forse impossibile, sconfiggerlo.Il regista coreano non pare preferire l'una o l'altra visione, però il personaggio maschile è stato convincente, se è vero che la giuria ha scelto di premiare l'attore Jung Jae-Young con il Pardo per la miglior interpretazione maschile.Una commedia d'amore che d'amore non è, con il divertimento evidente da parte di Hong nel creare un luogo comune, dove tutti si attendono il finale scontato, e poi nel cambiarlo, nel distruggerlo, grazie alla motivazione più banale del mondo, ovvero un'altra donna e una sbronza.Per quanto riguarda il Concorso internazionale nulla da fare né per il film svizzero "Heimatland", né per l'italiano "Bella e perduta", che aveva ricevuto buone valutazioni dalla stampa.Al pubblico invece come sempre è stato chiesto di valutare i film in Piazza, dove ha prevalso "Der Staat gegen Fritz Bauer - Segreti di Stato" di Lars Kraume. Un film tedesco di forte impatto e di immediata comprensione, incentrato sul post nazismo, sulla voglia di cancellare il passato della Germania nazione dopo la Seconda Guerra Mondiale. Protagonista è Fritz Bauer, procuratore generale ed ebreo, che si mette sulle tracce di un ex tenente colonnello delle SS rifugiatosi a Buenos Aires. Pur di trovarlo, commette alto tradimento, apparentemente per vendetta, più sottilmente, dicono le recensioni, per una sincera preoccupazione verso il futuro della Germania.[nggallery id=27 images=99]