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Pagare le stanze ai politici è corruzione? Il Festival lo chiede a un avvocato
Il CdA del Festival di Locarno vuole vederci chiaro in merito all'accusa di corruzione per le stanze pagate dagli sponsor ai politici. I regolamenti non sono chiari e si vogliono evitare ricadute d'immagine
LOCARNO - Il Festival è finito, ma con esso non le polemiche. In particolar modo riguardo a quella concernente le camere offerte dagli sponsor ai politici, il CdA del Festival di Locarno ha deciso di vederci chiaro: si tratta davvero di corruzione, come accusato da qualcuno a inizio kermesse?I regolamenti del Parlamento federale danno spiegazioni generiche sulla questione, e perciò, durante l’assemblea straordinaria di ieri a Palazzo Marcacci, si è scelto di affidarsi a uno studio legale di Zurigo, definito di “alto livello”.Come sottolineato nel corso della riunione dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli, si deve fare in modo di evitare ricadute future negative per l’immagine della manifestazione, mentre dal canto suo il presidente del Festival Marco Solari ha parlato di «attacco populistico di certi politici di Zurigo», rimarcando l’importanza degli sponsor.Ora il caso è, come detto, in mano a uno studio legale zurighese, ma probabilmente la risposta non arriverà in tempi brevi.
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