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Nuovo agguato "molinaro", Ferrara Micocci si arrabbia, Ducry sbrocca
Dalla "sciura Pina di Breganzona" alla nostalgia dei "vecchi tempi", il dibattito sulla polizia infiamma il Pestalozzi
LUGANO - Probabilmente potrà venir ricordata come la serata più surreale della campagna elettorale di Lugano. Giovedì sera all'hotel Pestalozzi nuovo appuntamento di "Ticino sicuro", dedicato al tema dell'organizzazione delle forze dell'ordine, fra polizia di prossimità e polizia unica. Si inizia con un nuovo agguato "molinaro" (
): fuori dal luogo della conferenza appesi tre striscioni, critici nei confronti della polizia, prontamente fatti rimuovere. Il pigro cronista felice di aver già individuato la notizia della serata però ancora non sapeva che il bello doveva ancora venire.Il dibattito inizia con quasi mezz'ora di ritardo, a causa di un precedente appuntamento dei relatori. Si parte da Jacques Ducry, che dopo aver risposto alla domanda della moderatrice, la giornalista Claudia Rossi, viene ripreso da Morena Ferrari Gamba, candidata PLR al Municipio che aveva introdotto la serata, secondo la quale si sarebbe già andati fuori tema. Ducry giustamente replica di aver semplicemente risposto alla domanda, rivendicando il diritto di esporre le proprie tesi, e minaccia di abbandonare la sala.Dal canto suo Michele Bertini sottolinea la necessità non solo di agire sulla repressione, ma anche sulla prevenzione. Ad esempio tramite un'accorata politica degli alloggi è possibile prevenire la formazione di "quartieri ghetto", dove potrebbero sorgere problematiche di non facile gestione. Un intervento in sintonia con quanto poi affermato dalla sala dal socialista Sergio Roic. Bertini fra l'altro non si fa remore nello scagliarsi contro Norman Gobbi, reo di aver cambiato idea più volte sulla polizia unica.Dal pubblico interviene fra gli altri Edy Gaffuri, responsabile della gendarmeria della polizia cantonale nel Mendrisiotto, che in poche parole sostiene la necessità di poter intervenire in modo differenziato fra residenti e non residenti, in modo da rendere più efficace l'azione delle forze dell'ordine. Una sorta di malcelata - e preoccupante - nostalgia dei "vecchi tempi", in barba a qualsiasi più elementare principio costituzionale.Sul finire l'intervento di Morena Ferrari Gamba, che chiede una maggiore presenza di agenti di quartiere, per «tranquillizzare la sciura Pina di Breganzona». Un maldestro tentativo di accarezzare il pelo al popolino il suo, che va decisamente di traverso alla granconsigliera Natalia Ferrara Micocci. L'ex procuratrice pubblica, consapevole delle problematiche esistenti, si arrabbia, spiegando che i problemi in realtà derivano maggiormente dalla criminalità di "transito", e non dai residenti. Di certo non con i metodi preconizzati da Gaffuri (con il quale poi a fine conferenza avrà un'animata discussione), ma le limitate forze vanno concentrate laddove servono.A questo punto Ducry fa un minestrone e "sbrocca", lanciando invettive contro chi getta benzina sul fuoco e ribadendo i principi illuministici a lui tanto cari, abbandonando poi la sala senza nemmeno fermarsi per un bicchiere.Fra i presenti anche due ex consiglieri di Stato, Alex Pedrazzini e Laura Sadis, che però ben si guardano dall'intervenire. Una "colorita" serata, che ha però avuto il pregio di dimostrare che la tematica dell'organizzazione della polizia è ancora ben lungi dal giungere ad una soluzione soddisfacente per le esigenze di sicurezza della popolazione.[nggallery id=110 images=99 template="galleryview"]
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