Il giornalista è stato bacchettato anche dal Comitato di redazione di Libero, giornale per il quale lavora

ROMA - “Le bare di #Bergamo stanno al #COVID19 come il lago della Duchessa sta al sequestro #Moro”. Il giornalista del quotidiano Libero Tommaso Montesano, figlio del celebre attore Enrico, è finito nella bufera per il tweet pubblicato ieri, 8 febbraio. Un post nel quale di fatto nega la tragedia evocata da una delle foto simbolo della prima ondata di pandemia: i mezzi militari che trasportavano le bare sotto gli occhi dai cittadini bergamaschi il 18 marzo del 2020.
Non c’era più posto nella camera mortuaria e le pompe funebri di Bergamo erano in grossa difficoltà, così la sera del 18 marzo una settantina di bare vennero caricate sui mezzi militari, erano una piccola parte rispetto dei 500 feretri trasferiti tra marzo e aprile 2020 nei crematori di diverse città italiane.
Il giornalista paragona quelle scene con il caso del falso comunicato delle Brigate Rosse durante il sequestro Moro, quanto le ricerche del segretario della Democrazia Cristiana furono depistate con la ricerca del suo cadavere nei fondali del lago della Duchessa, in provincia di Rieti.
Il Comitato di redazione di Libero si è dissociato “dagli interventi con i quali un collega nella sostanza nega una correlazione tra la foto simbolo delle bare di Bergamo e il Covid. E si scusa con le famiglie delle decine di migliaia di persone che hanno perso la vita a causa della pandemia. Si possono avere le idee più diverse su vaccini e Green pass, ma le teorie negazioniste sono quanto di più lontano dai valori dei giornalisti di Libero”.
Montesano è anche l’autore dell’intervista in cui suo padre contestava l’etichetta di negazionista che gli era stata affibbiata a causa delle sue posizioni.