ELEZIONI 2019
Colpo di coda per il ballottaggio? Ci sarebbero stati ritardi con le schede dei residenti all'estero: possibile nuovo scrutinio?
Gianluca Padlina ha inoltrato un'istanza al Consiglio di Stato chiedendo ai Municipi di conservare le buste per corrispondenza di ticinesi all'estero pervenute dopo la domenica del ballottaggio: potrebbero essere arrivate troppo tardi ai votanti

BELLINZONA – Possibile colpo di coda, o colpo di scena, per il ballottaggio? Con 45 schede che separano l’eletta Marina Carobbio dal non eletto Filippo Lombardi, tutto può fare la differenza. 

Il popolare democratico Luca Padlina, avvocato, ha inoltrato un’istanza al Consiglio di Stato, come riferisce La Regione. La sua richiesta ai Municipi è, a titolo cautelativo, di conservare, insieme alle schede già scrutinate, eventuali buste del voto per corrispondenza spedite prima del 17 novembre da ticinesi che vivono all’estero e pervenute ai Comuni, nei cui cataloghi elettorali sono iscritti, dopo la domenica del ballottaggio.

“Sono stato contattato da alcuni ticinesi che risiedono all’estero i quali sostengono di aver ricevuto il materiale di voto in ritardo: ricordo che la Legge cantonale sull’esercizio dei diritti politici stabilisce che in caso di ballottaggio il materiale di voto deve essere ricevuto minimo dieci giorni prima dell’elezione”, spiega. 

Se i Municipi le conservano, è possibile verificare quante schede sono state spedite tardi, e eventualmente capire se disporne lo scrutinio: appunto, con 45 schede, tutto può cambiare in un batter d’occhio.

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