SPORT
Svizzera, dall'inferno al paradiso
La nazionale rossocrociata va sotto per 2-0 contro la Slovenia a Basilea, poi trova un'incredibile rimonta che le regala la vittoria nei minuti finali. Lodevole la voglia di non mollare, ma formazione e atteggiamento non erano quelli giusti
BASILEA - Le telecamere indugiano su una coppia, marito (probabilmente) svizzero e moglie slovena, allo stadio per tifare ognuno la propria nazione, una di quelle occasioni che capitano forse una volta nella vita. Prima è lei a consolare lui, poi i ruoli si invertono, e per la donna sa di beffa, perché nessuno se lo aspettava più.La Svizzera doveva vincere per proseguire la marcia verso gli Europei, e l'ha fatto, ma soffrendo in modo inaspettato, e con un pizzico di fortuna, portando a casa la partita per 3-2.I rossocrociati sono partiti bene, creando una buona occasione con Klose, poi hanno pagato un abbassamento del ritmo congeniale ad una Slovenia chiusa e pronta ad approfittare degli errori. Come successo nel finale del primo tempo, quando Schär ha spianato la strada al vantaggio di Novakovic, con Cesar pronto a sfruttare un errore di posizionamento di Klose per il 2-0. Insomma, due reti servite quasi sul piatto d'argento, e se oltre a far fatica a segnare concedi pure certe occasioni, vincere diventa difficile.A onor della Svizzera va detto che non ha mollato, continuando ad attaccare a testa bassa, insistendo sulle fasce senza trovare sbocchi. Petkovic nel finale ha inserito, con le mosse della disperazione, l'idolo di casa Embolo, Drmic e Stocker. Sono stati loro gli artefici di una rimonta in cui pochi a quel punto credevano: prima Embolo di tacco ha smarcato Drmic, autore del 2-1. La Slovenia ha iniziato a tremare, e Stocker ha trovato l'incredibile pari. Con il morale ormai dalla propria, i rossocrociati, hanno continuato a spingere ed hanno trovato con Drmic ancora il punto del 3-2 in pieno recupero.I tre punti ci sono, dunque, i punti di domanda anche. Da applaudire certamente la voglia di non mollare mai, ma concedere due reti ad una compagine venuta per difendersi è grave, così come non riuscire a creare occasioni davvero pericolose e crollare dopo i gol incassati. A girare la partita ci hanno pensato i tre nuovi entrati, sintomo che la panchina è forte e la nazionale può contare su un gruppo compatto, ma a questo punto l'undici iniziale di Petkovic non era quello giusto. La qualificazione per l'Europeo, comunque, è ormai vicina.
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