LUGANO - Doug Shedden ha assistito dal vivo alla sconfitta del suo Lugano in Coppa a Rapperswil, poi ieri ha diretto il primo allenamento. Quali le prime impressioni? Anche se ha specificato come dopo aver visto una sola gara, «magari neppure presa sul serio da tutti perché di Coppa», e un solo allenamento è troppo poco per giudicare, pare aver già individuato alcuni dei problemi che affliggono i bianconeri. «Non si tira al momento giusto, non si difende abbastanza bene, si perdono troppi dischi. Brutte abitudini che cercherò di correggere». Oltre a ciò che gli è sembrato più evidente, ovvero uno «scarso feeling con la vittoria», incredibile se si pensa agli obiettivi con cui era stata costruita la squadra. Il lavoro non manca. «Voglio strutturare meglio la squadra, dotarla di un sistema che valorizzi al massimo il materiale umano a disposizione. Ma devo anche ricostruire l’ego dei giocatori. Questi ragazzi sanno di non essere stati all’altezza delle aspettative, individualmente e come squadra. Non hanno fiducia, non sono contenti con loro stessi. Spetta a me riportare il sorriso, perché perdere ci fa diventare infelici». È convinto che già alla prima uscita, domani col Langnau, si potranno vedere alcuni correttivi. «Prima di tutto, bisogna far girare il disco senza pensare troppo e in modo rapido, poi velocizzeremo il gioco per arrivare al tiro in pochi tocchi». Si definisce aperto al dialogo, anche se capisce che alcuni giocatori possano ritrovarsi intimoriti di fronte a un nuovo tecnico, per cui ritiene importante la presenza di gente con cui ha lavorato in passato: Brunner, Chiesa, Steinmann e Bertaggia.A suo avviso, la squadra non necessita di correttivi. «Questo gruppo va bene così, non servono cambiamenti. Proprio per questo il mio lavoro a Lugano sarà divertente: ho ereditato una squadra in cui c’è tutto, dai cavalli da traino ai fantasisti, dai bravi portieri ai buoni difensori. Non è la classica compagine ultima in classifica in cui servono degli innesti per aggiustare le cose. Bisogna solo riorganizzarla e ridarle la necessaria fiducia per tornare a vincere». Sulla carta, dice Shedden, il Lugano è da top 4, «ma non ho mai visto vincere una partita di hockey usando la carta. Le aspettative comunque sono molto maggiori rispetto alla posizione attuale e dovremo tornare presto dove ci compete, migliorando il gioco».