«Niente di particolare, come ha spiegato anche il ragazzo oggi. Lui se l'è presa perché giocava poco e ha avuto un atteggiamento poco collaborativo e professionale, poi il tutto è rientrato. Domenica si è fatto male ma non ha chiesto il cambio ed è rimasto tutto il primo tempo a gigioneggiare tenendosi la gamba, al che io mi sono arrabbiato. Poteva chiedere il cambio, visto che eravamo in difficoltà, e avendo male è dovuto uscire comunque. Lui soffre? Dipende da lui, non con me, perché io non ho ritorsioni con lui. Dal profilo tecnico decide il mister e non io, e non sono una persona che ha rancore, tutt'altro. Matteo è venuto alla presentazione dell'elogio bianconero con me, non ho preso nessuna decisione di metterlo fuori rosa o dargli multe, non esiste niente. È ciò che accade nelle famiglie, quando un padre ritiene di bacchettare i figli».