SPORT
Qualche errore pro Berna, e i nervi che rischiano di saltare
Ieri alla Resega la partita è stata caratterizzata da tensione e colpi proibiti. Non tutti gradiscono, e gli arbitri di certo non aiutano i bianconeri: la finale si fa incandescente
LUGANO - Gara 3 era una partita chiave, lo andavano ripetendo tutti. Lo sentivano i tifosi sugli spalti, e in particolare, ovviamente, i giocatori. Se in semifinale era stato sempre il Ginevra a giocare sul filo dei nervi, ora in casa di Lugano sembra si stia utilizzando lo stesso sistema. Oppure la tensione accumulata è davvero tanta, in una squadra arrivata sin qui dopo aver conosciuto anche l'ultimo posto in classifica e caricata del peso, piacevole ma senza dubbio significativo, di un cantone intero. Così ieri, oltre che all'hockey, sul ghiaccio è andato in scena una sorta di match che ha coinvolto i nervi più che i pattini, i pugni più che i bastoni. Anche fra le due panchine la tensione è stata palpabile, con continue occhiate e battibecchi in particolar modo fra i due tecnici. Controversa una frase che Shedden avrebbe detto a Leuenberger, che da ticinonews traducono come relativa agli attributi anatomici del rivale e che potrebbe essere stata invece riferita ad altro: "ce l'hai piccolo", oppure "sei una persona piccola"? Ad ogni modo, la provocazione è servita, da un tecnico che ha fatto un mezzo miracolo, soprattutto a livello mentale, nei suoi giocatori, portandoli a un passo dalla vetta.Il titolo, però, sembra allontanarsi dalla Resega. Se in gara 1 l'equilibrio aveva regnato sovrano e i dettagli, oltre ad un grande Merzlinkins, avevano permesso ai bianconeri, spinti anche dall'entusiasmo della sua pista al debutto, di vincere, nelle restanti due partite il Berna ha saputo farsi valere. Complice, triste dirlo, un arbitraggio che ha scontentato più i bianconeri che i bernesi, in particolar modo nelle ultime due partite.La carica di Gerber a Hofman, punita solo con 2', aveva provocato la rabbia bianconera: nessuno ha la sfera di cristallo per poter dire se la partita sarebbe terminata in modo diverso, ma tant'è che si è trattato di un errore. Ieri, in fondo, l'arbitraggio non è stato negativo tout court, se si esclude la difficile gestione nei contrasti duri, con qualche penalità data e altre no. Determinante, però, un rigore negato nel terzo tempo a Brunner, evidente e lampante. La giustificazione dei direttori di gara è stata che pochissimi secondi prima avevano lasciato correre un colpo di bastone su un giocatore bernese. Un errore compensato con un errore, dunque? Fatto sta che a perderci sono comunque i luganesi, che per la seconda volta possono fare l'amaro gioco dei se.I nervi sono saltati, sul ghiaccio sin dall'inizio, sugli spalti col passare di minuti. Più volte nel corso del terzo tempo ci si è dovuti fermare per pulire il ghiaccio dagli oggetti pericolosamente piovuti dalle tribune, con l'avvertimento dato via Facebook dal Lugano, che ricordava la multa di 700 franchi che si riceve in questi casi. I tifosi questa mattina osannano, per esempio, sul web Lapierre, autore del secondo gol, che con abilità ha provocato Helbling, chiamandolo affettuosamente "hooligan", ovvero uno di noi. La parte più verace della curva e della Resega approva, spinge i giocatori nei corpo a corpo coi bernesi, che da buoni orsi non si risparmiano. Qualcuno, un po' più distaccato, protesta: da Giovanna Viscardi, che afferma come si abbia perso, sul ghiaccio e fuori, sino a Roberto Mazza, Di­ret­to­re del Di­ca­ste­ro Sport della città di Lugano, che mostra su Facebook i danni lasciati ieri sera, spiegando che bisognerà farli rimborsare. È l'hockey che piace? Di certo, in molti lo preferiscono al calcio, dicendo con orgoglio che non c'è paura a picchiare e subire, non uno sport da signorine, insomma. E la carica agonistica sul ghiaccio carica i tifosi. Però il rischio è che al Lugano i nervi stiano saltando, e che il Berna abilmente stia sfruttando il fattore. Con gli arbitri, poi, che negli episodi non favoriscono di certo i bianconeri, in una spirale che aumenta la tensione. Sabato si torna a giocare, con l'augurio che le provocazioni e il furore agonistico ci siano, ma senza penalizzare il gioco, e che i fischietti siano, questa volta, esenti da errori. Questa finale lo merita.
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