SPORT
Bellotti, «non siamo preoccupati. Ma così si fa disinnamorare chi vuole investire nel calcio»
Il dg del Chiasso spiega la bocciatura in prima istanza. «Pensavamo di aver chiarito i dubbi dell'esperto in finanza. Ci chiedono un'ulteriore garanzia che presenteremo»
CHIASSO - Il Chiasso è stato bocciato, un po' a sorpresa, dalla SWiss Football League per l'ottenimento della licenza in prima istanza. Il Direttore generale Riccardo Bellotti ci spiega perché e come mai c'è amarezza dalle parti di Riva IV«Sono stati consegnati tutti i documenti come richiesto, crediamo che oggi in funzione di quanto successo ad altre squadre la federazione vuole tutelarsi oltre modo e ha chiesto delle garanzie ulteriori oltre a quelle già fornite, e quindi dovremo provvedere a dargliele».
Il problema dunque è a livello societario e finanziario?
«Vogliono documenti a copertura di un eventuale budget. È stato rivisto su alcune posizioni: è composto da diverse voci e diversi aspetti, introiti e spese derivanti da queste spese sono stati ricollocati, e confidavamo che questi movimenti e questi cambiamenti, assieme alle garanzie presentate, fossero sufficienti per ottenere la licenza in prima istanza, così non è stato ed ora lavoreremo in questi cinque giorni».
Il caso Bienne ha fatto sì che si presti ancora maggior attenzione?
«Assolutamente sì, anche se viene da fare una nota polemica. La federazione inasprisce le norme e non cambia nulla, anzi questi inasprimenti hanno solo lo scopo di creare problemi facendo disinnamorare chi oggi investe nel calcio più che far valere l'aspetto sportivo del risultato. Il Bienne d'altronde ha problemi finanziari da due anni...»
Cosa manca secondo la Commissione delle licenze al Chiasso?
«Siamo una piccola società che ovviamente non ha l'interesse a mettere delle garanzie economiche e finanziarie bloccate per un anno, si prova a ottenere la licenza senza dover avere dei fondi di capitale bloccati su qualche conto o su qualche fidejussione. Si lavora così per cercare di non averli, però evidentemente per la SFL non è sufficiente».
Esistono delle riserve sul Chiasso perché c'è una dirigenza italiana, secondo lei?
«Questo non lo so, bisognerebbe chiederlo a chi di dovere. Quello che so è che la federazione incarica degli esperti di finanza: non è un segreto che noi siamo stati rimandati agli esami di recupero su questo aspetto, con l'esperto credevamo di essere riusciti a togliere un po' di dubbi riguardo quello che ci aveva chiesto. Lui emette un suo rapporto, un suo parere, che la Commissione delle licenze ha interpretato in modo diverso. Purtroppo non abbiamo la licenza in prima istanza».
Siete preoccupati?
«Onestamente no, in settimana ci avevano comunicato in settimana che ci avrebbero chiesto un certo tipo di documento per la cui preparazione occorrevano alcuni giorni, lo presenteremo nei termini consentiti. Si tratta di una garanzia di copertura del budget».
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