BASILEA - Alla fine, sotto la pioggia, resta indelebile lo spettacolo dei tifosi del Liverpool che piangono e cantano You'll never alk alone: la marea rossa aveva invaso già in giornata Basilea, al seguito della propria squadra. La festa, invece, è tutta del Siviglia, che conquista la terza Europa League consecutiva, un record, e la quinta nella sua storia. La sfida, finita 3-1, si può dividere in un tempo ciascuno, con gli errori arbitrali che hanno inciso a favore dei vincitori.Nel primo tempo si è fatto preferire il Liverpool di Klopp, pericoloso con un colpo di testa di Sturridge e sfortunato a causa di un salvataggio sulla linea dopo una decina di minuti, più sfortunato ancora quando l'arbitro ha negato per ben due volte un rigore. Soprattutto il primo, un mani di Carriço, sembrava netto. Ma poco dopo la mezz'ora la supremazia ha portato i Reds a sbloccare in modo meritato l'incontro, grazie a colui che si era già resto pericoloso, ovvero Sturridge con un bel tiro di esterno. Nonostante alcune occasioni, gli inglesi non hanno trovato altri gol prima della pausa.Ed è stato decisivo, perché appena tornati in campo, dopo soli 18'', il Siviglia ha dato la svolta alla finale: Mariano per Gameiro, conclusione facile e gara riportata in parità. Dal Liverpool ci si attendeva una reazione di carattere che invece è mancata, lasciando il palcoscenico agli spagnoli, pericolosi più volte prima di trovare il 2-1 grazie a capitan Coke al 64'. Lo stesso sei minuti dopo ha chiuso i giochi, divenendo il simbolo del Siviglia che entra nella storia.Dopo il fischio finale, Klopp ha fatto segno all'arbitro Eriksson che c'erano tre rigori: la storia sarebbe potuta essere diversa, così come sarebbe potuta cambiare se i suoi non avessero perso la bussola dopo il pari. Ma nel calcio i se e i ma servono a poco, la finale è finita, e il nome sulla Coppa, alzata nel cielo di Basilea, è quello del Siviglia (nella foto, il tecnico Emery).