SPORT
Si Salvi chi può. «Tutto nelle nostre mani. Speriamo che il Vaduz sia professionista fino in fondo»
Il portiere bianconero svela come ha parato il rigore (grazie ai tifosi e al trucco dello zio) e rivive l'infortunio a Sabbatini. «Non si muoveva, abbiamo pensato al peggio. Mi ha scritto che per mercoledì non sarà stanco...»
LUGANO - Il destino nelle proprie mani. Il Lugano, in caso di vittoria con il San Gallo, conquisterebbe la salvezza senza interessarsi di cosa faranno Vaduz e Zurigo. E questo per merito del pari di ieri nel Liechtestein e del rigore parato da Mirko Salvi. Lo abbiamo contattato per discutere di questo finale di stagione, e dalle sue parole traspare ancora forte l'enorme spavento per l'infortunio a Sabbatini.
Sono passate circa 24 ore dalla partita di Vaduz, quali sono le vostre sensazioni e i vostri pensieri? Il pari vi soddisfa?
«Le sensazioni sono positive, abbiamo tutto nelle nostre mani e mercoledì dovremo conquistare tre punti per la salvezza. Per quanto riguarda la partita, è stata molto particolare per quanto successo a Sabbatini, eravamo tutti sotto shock, anche il Vaduz. Per un po' non ci sono state azioni. A loro serviva un punto per salvarsi, per noi era importante non perdere e dunque non ci siamo presi molti rischi, e ce la siamo giocati alla pari».
Il rigore che hai parato è stato il momento decisivo della stagione?
«Se avesse segnato il Vaduz, una vittoria dello Zurigo mercoledì ci avrebbe condannato alla Challenge League a causa della differenza reti. Siamo in undici sul campo, salvarci è un lavoro di squadra. Responsabilità al momento del rigore? Quando sei portiere sai che ci sono dei momenti in cui hai più pressioni rispetto agli altri ruoli, ma questo è il mio lavoro e devo parare il più possibile, ieri è andata bene. Confermo, come detto ieri, che i tifosi del Lugano dietro di me mi hanno dato la rabbia necessaria per parare il rigore. Non ho specificato che c'è un trucco che mi ha insegnato mio zio sui rigori, funziona spesso e anche ieri, ma è un segreto. Intervisti lui per fartelo dire? Mah non so... (ride, ndr)».
Con quella parata su Sadiku ti sei preso il Lugano? Inizialmente, vi alternavate in porta tu e Valentini...
«Non penso, il Lugano è tutta la squadra, siamo 18-20 giocatori, anche di più. A inizio stagione giocava Valentini, sapevamo comunque che nessuno è il numero 1, sicuro di giocare. Davo tutto in allenamento per essere pronto il giorno della partita, e anche quando il mister non mi faceva giocare ho continuato a lavorare come sempre per aiutare la squadra e per mettere il mio compagno di reparto nelle migliori condizioni possibili. Per il futuro non so ancora, non mi sono ancora posto la domanda, stiamo vivendo delle settimane importanti e sono focalizzato solo sulla salvezza, poi vedremo fra una settimana circa».
Come dicevi, avete tutto nelle vostre mani: vi fa sentire più tranquilli o vi mette più pressione?
«Non dobbiamo viverlo con pressione, sarebbe negativo, mentre è una cosa positiva e che dobbiamo saper gestire. Non è facile, abbiamo anche un paio di infortuni ma il gruppo sarà la nostra forza».
Vi infastidisce il fatto che probabilmente lo Zurigo non avrà vita molto difficile col Vaduz?
«Il Vaduz veniva da due vittorie consecutive, giocare sul loro campo non è facile, anche il Basilea lì non ha segnato, in difesa sono forti, e ieri l'abbiamo visto. Mi auguro che rimangano professionisti anche all'ultima gara, lo Zurigo d'altronde si gioca una stagione. È dal 1988 che non retrocede, è uno dei più grandi club della Svizzera per cui faranno di tutto per salvarsi».
Col Vaduz avete cercato di non correre rischi, mercoledì non si potrà, vero?
«A San Gallo dobbiamo vincere e basta. A Vaduz è stata particolare, ripeto, con quanto successo sul campo. Eravamo shockati e questo ha fatto saltare un po' gli schemi».
Torni spesso sull'infortunio di Sabbatini, cosa avete pensato in quei momenti drammatici? L'avete sentito e come sta ora?
«È stato bruttissimo, mi sono avvicinato e ho visto che non si muoveva e aveva la bocca piena di sangue. Pensi sempre alla cosa peggiore che può succedere, poi siamo rientrati negli spogliatoio e abbiamo saputo quasi subito che era tutto apposto, per cui è andata meglio. Eravamo tutti bianchi... Ho rivisto anche le immagini e faceva molta paura. Ha passato la notte a San Gallo, oggi sarà qui con noi. Ci siamo scritti, ha detto che va tutto bene, mi ha scritto che per mercoledì lui non sarà neppure stanco...». Foto tratta dal profilo ufficiale Facebook del Lugano
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