SPORT
Renzetti, «Manzo è la nostra certezza e una scommessa che mi sento di fare»
Andrea Manzo è stato annunciato come allenatore ad interim, il presidente ci spiega che non tratterà con altri. «Accostarci Schällibaum è fuori di testa... Per Manzo ci mette in una botte di ferro»
LUGANO - Andrea Manzo da tecnico dell'U21 alla Super League: il Lugano lo ha promosso oggi come nuovo allenatore. Il sito Internet della società spiega come la decisione è ad interim, dato che «una se­rie di cir­co­stan­ze im­pre­vi­ste ha im­pe­di­to alla so­cietà di con­cre­tiz­za­re in tem­po uti­le gli ac­cor­di con il nuo­vo al­le­na­to­re», ma il presidente Angelo Renzetti ci ha spiegato di credere in lui, una scommessa che ritiene vincente.
Scelta ad interim, vuol dire che state cercando un altro allenatore?
«Avevamo delle trattative che non si sono sbloccate. Manzo rappresenta la nostra unica certezza».
Manzo come vive questa situazione?
«Per lui è una possibilità enorme, ha in mano il pallino. Sinora ha fatto gavetta, non ha la puzza sotto il naso e prima di mollare questa opportunità che gli diamo farà di tutto, perfino lavorare anche di notte... Penso che sappia esattamente come stanno le cose e che queste possibilità non sono da poco ed hanno dei rischi, più grosso è il giardino più grosso è il cane».
Chi erano i profili su cui vi siete orientati?
«Quelli fatti sono tutti nomi giusti, Schällibaum è l'unico che non c'entra nulla, è fuori di testa anche solo scriverlo. Non per come ci eravamo lasciati, ma perché è impegnato con l'Aarau, ha già fatto avanti e indietro dal Ticino due o tre volte e non vado a cercare problemi. Mi servono certezze. Sa, tutti chiamano a offrire giocatori, a chiedere come vanno le cose ma nessuno chiama per sponsorizzare. Noi comunque dobbiamo avere di certezze, prima di tutto economiche, poi che il nostro staff storico, in cui crediamo molto, resti, visto che è molto valido. Conosce Manzo, come lo conoscono i giocatori e lui conosce l'ambiente, oltretutto è già a libro paga: Andrea è la soluzione che ci mette in una botte di ferro. Evidentemente ci sono dei rischi dati dal fatto che assume per la prima volta un ruolo così importante. Dobbiamo premunirci sui rischi, se ci accorgessimo che il pallino che ha in mano non tira agli assi dobbiamo darlo ad altri. Se lo tira giusto e fa i punti, benvenuto Manzo, e abbiamo fatto bingo tutti!»
«Quindi non continuerà a trattare con altri allenatori?
Non proseguo assolutamente trattive, per il momento sto attento a Manzo».
I no sono stati motivati solo da questioni economiche? La delude il fatto che nessun degli allenatori contattati è voluto venire a Lugano?
«Per alcuni sì, altri hanno avuto altri motivi, o legami contrattuali o non erano convinti come Vivarini. Non sono deluso, a me le scommesse piacciono, mi interessano le certezze, e con Manzo le ho: conosce l'ambiente, rientra nel budget, ha voglia di fare. È una scommessa che mi sento di fare».
A Fuorigioco l'altra sera ha ribadito di voler lasciare: Carlo Cavalleri, che sta rivoluzionando il Chiasso, poteva essere una valida alternativa?
«Non voglio lasciare, ma sono pronto a farlo. Prima arriva il Lugano, poi Renzetti. Non conosco Cavalleri, io se voglio prendere qualcosa vado a chiedere e nessuno è venuto a chiedere a me».Nella foto, il nuovo allenatore del Lugano, Andrea Manzo
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