LUGANO - Un capitano ticinese per un Lugano che, dopo il secondo posto della scorsa stagione sia in campionato che alla Spengler, vuole vincere. Ne è certo Alessandro Chiesa, con cui parliamo del preseason.
Che sensazioni ti dà la fascia? Un tocco di ticinesità in più...
«È un grande onore poter essere capitano del Lugano, vedendo chi mi ha preceduto. Un motivo di orgoglio! Steve Hirschi ha fatto un grande lavoro e mi auguro di poter continuare nel suo solco. Per i tifosi e chi segue l'hockey avere un capitano ticinese è un buon segno, ma non per forza deve essere del luogo, del cantone nel nostro caso, ma un giocatore riconosciuto dalla squadra. Sicuramente qualcuno si riconosce più in un ticinese che in uno straniero, ma credo sia una cosa più esterna, legate alle pubbliche relazioni, che all'interno della squadra. Ci saranno altri leader oltre a me, ne servono più d'uno e ho la fortuna di far parte di una squadra con elementi di grande esperienza e diverse personalità, la nostra forza è uno spogliatoio molto unito, con le nostre guide».
Il primo di essi deve essere il tecnico, vero? È per voi Shedden lo è...
«L'allenatore deve essere il leader numero uno, quello che dà le direttive e che deve saper dare i giusti imput al momento giusto, come ha fatto Doug con noi».
Come sta andando la preparazione?
«L'altro ieri abbiamo giocato la prima amichevole, che appunto essendo la prima non è stata perfetta ma ciò che contava era ritrovare il feeling coi 60' e giocare con le nuove linee e i nuovi compagni. Ci stiamo allenando duramente ogni giorno per migliorare la nostra forma nel mese di agosto. Non ci piace parlare di infortuni, finora va tutto alla grande, meglio non parlarne... scaramanticamente».
L'obiettivo è fare meglio della scorsa stagione, e dunque vincere?
«Alla fine noi siamo degli sportivi e se si fa sport ad alto livello lo si fa per vincere. Noi quest'anno partecipiamo a quattro competizioni e il nostro obiettivo è andare fino in fondo a tutte. Ci sono ovviamente gli avversari ma noi daremo il massimo dappertutto. Il campionato il nostro obiettivo numero uno, l'anno scorso ci siamo arrivati vicinissimi, l'abbiamo visto vicino a casa nostra e ha fatto male vederselo sfuggire dalle mani».
A freddo, prevale la delusione per il secondo posto o la soddisfazione per quanto fatto?
«A caldo prevaleva la delusione, ora per come era cominciata credo sia stata una grande stagione. Ci è mancata la ciliegina sulla torta, ci brucia ancora un po' ma siamo consapevoli di aver fatto un'ottima annata e sappiamo come migliorarci per mettere questa fatidica ciliegina».
Sono arrivati il difensore Sondell e l'attaccante Zackrisson fra gli stranieri, cosa ci puoi dire di loro?
«Sondell è un difensore che conosce già il campionato, l'anno scorso nel suo ruolo è stato uno dei più prolifici a livello di punti e sicuramente è un grande acquisto. Ci potrà dare quel qualcosa in più da un punto di vista offensivo ed anche dell'esperienza. Zackrisson come ogni straniero che arriva in Svizzera avrà bisogno un momento per abituarsi ai nostri ritmi ma già nelle prime settimane di allenamento ho visto che ha grandi qualità, ci potrà dare una mano».
Avrete anche la vetrina europea, che cosa potrà significare per il Lugano?
«Un po' come l'anno scorso alla Spengler (cui parteciperemo ancora) ti porta a giocare contro altri squadre di altri campionati, con altri sistemi di gioco, altri ritmi. Può solo farci del bene poterci confrontare con loro, è sempre un ottimo test per capire a che punto si è per poter migliorare e magari imparare qualcosa dagli avversari. Ma non andiamo per imparare, bensì per vincere, con l'obiettivo di giocarci ogni partita per la vittoria. Il nostro obiettivo è avere questa mentalità vincente per provare a entrare sul ghiaccio sempre per portare a casa la posta piena».
Avete affrontato in amichevole i Rockets, il progetto ti piace?
«È un ottimo progetto che ai miei tempi non esisteva, i giovani ticinesi potranno approfittarne. La mia esperienza mi dice che il passo dagli junior élite alla serie A non è così evidente, uno step intermedio come la B è utile, e la fortuna è averlo in Ticino. Auguro al Biasca di fare un'ottima stagione e di avere lunga vita!»
L'Ambrì riuscirà finalmente a qualificarsi ai playoff?
«Sarebbe bello avere due ticinesi ai playoff! L'Ambrì si è rinforzato rispetto all'anno scorso e sarà una squadra più completo, penso potrà giocarsi le sue carte per accedere ai playoff».