«Ero in sala a vedere le finali di taekwondo e c'era la finale tra un inglese, favoritissimo, e l'ivoriano Cheick Sallah Junior Cisse, adottato dal pubblico, che lo incitato dall'inizio alla fine. A un secondo dal termine, l'inglese, favorito e in vantaggio, invece di fare un passo indietro è rimasto lì, l'altro gli ha fatto il colpo giusto e ha ribaltato tutto. È stato il delirio, con il primo oro per la Costa D'Avorio, il ragazzo che saltava e piangeva, il pubblico felice. Oppure penso alla lottatrice giapponese, Kaori Icho, che aveva vinto a 20 anni la prima medaglia, e a tre secondi dalla fine ha vinto la quarta medaglia rimontando su una russa. Sono storie legate a sportivi di cui non si parla mai. Un alto bell'episodio è quello della tiratrice svizzera Heidi Diethelm Gerber che a 47 anni ha vinto la prima medaglia, si vedeva che era imbarazzata! A 43 anni ha partecipato per la prima volta alle olimpiadi, ora ha vinto. Mi è capitato anche di intervistare i quattro canottieri, uno sport che non conoscevo. Ho scoperto quattro persone straordinarie, ragazzi che hanno studiato all'università, che sanno riflettere sulla vita, sul loro sport, sul loro futuro».