Cronaca
12.09.2018 - 13:530
Aggiornamento : 15:53

"O studi o vai a zappare". Non è così: "sacrificio, passione, professionalizzazione. E il guadagno..."

Prendendo spunto dalla lettera di un giovane ingegnere, Sem Genini fa il punto sul mondo agricolo. "Il reddito in Svizzera è insoddisfacente. Ma per me è il lavoro più bello del mondo"

MEZZANA - L'altro giorno abbiamo riportato (vedi suggeriti) la lettere a un quotidiano di un giovane ingegnere, a cui era stato detto, da piccolo: "studia o vai a zappare". Dopo varie peripezie, difficoltà incontrate nel mondo del lavoro, vede l'amico contadino, invece, più ricco di lui.

Luoghi comuni, come quello dello zappare? Il mondo agricolo può essere realmente un'alternativa per i giovani? Ne abbiamo parlato con Sem Genini, segretario agricolo cantonale dell’Unione Contadini Ticinesi.

Come sta l'agricoltura ticinese, in quanto a possibilità di lavoro?

"È interessante che questo articolo sia uscito proprio questa settimana, dopo che sabato scorso è avvenuta la consegna dei diplomi alla Scuola del verde di Mezzana, dove diversi giovani hanno ricevuto la consacrazione finale dopo lo studio che hanno intrapreso nei vari settori agricoli esistenti (AFC in agricoltura, cantiniere, orticoltura o viticoltura, oltre ai CFP per gli addetti all'attività agricola e custodi di cavalli). Le aziende agricole alle nostre latitudini sono spesso a conduzione famigliare e di piccole dimensioni rispetto a quelle che si possono trovare in altre nazioni. Le prospettive per trovare un posto di lavoro o riprendere un’azienda ci sono ma non sono moltissime. Spesso chi intraprende questi studi vuole riprendere un’azienda agricola che già conosce, molto spesso quella di famiglia. In ogni caso per chi fosse interessato il contatto diretto con le aziende è il modo migliore per trovare lavoro, altresì interessante da consultare è la borsa del lavoro presente sul nostro sito dell’Unione Contadini Ticinesi (www.agriticino.ch/borsa). Ci tengo a ricordare che per i più giovani che vogliono avvicinarsi a questo mondo c’è anche il programma Agriviva (www.agriviva.ch) dove molte famiglie contadine di tutta la Svizzera ospitano un ragazzo/a dai 14 ai 25 anni per offrirgli un’esperienza lavorativa estiva in fattoria per un periodo che va dalle 2 alle 8 settimane. Il progetto dà alle famiglie contadine la possibilità di disporre di un paio di braccia in più e l’opportunità di mostrare le peculiarità del lavoro giornaliero in azienda. Lo scopo principale è quello di sensibilizzare al settore agricolo giovani provenienti da realtà più urbane e far loro conoscere una realtà diversa dalla loro. Cosa non scontata, se si considera che sia il numero delle fattorie che le persone attive nel primario sono in costante diminuzione. Un impiego in fattoria presenta vantaggi per ambo le parti: i giovani si confrontano con l’attività agricola, e ricevono una piccola paghetta, e le famiglie contadine hanno un piccolo sostegno e la possibilità, forse, di contribuire alla formazione di adulti consapevoli".

I giovani farebbero bene a scegliere mestieri legati all'agricoltura? Potrebbe essere una via dove trovare più facilmente, se si ha voglia di impegnarsi, lavoro, rispetto ad altri settori, ed affermarsi?

"I giovani secondo me fanno bene a scegliere questa strada se hanno passione per questo lavoro, sicuramente però non è una via dove si può trovare lavoro più facilmente ed affermarsi, questo di certo no. Anzi. Ci vuole una gran dose, come detto, di passione ed essere pronti a molteplici sacrifici, perché il lavoro agricolo è duro, molto duro e spesso non ci sono né sabati, né domeniche libere, né vacanze".

Come giudicate la lettera del giovane? C'è una sorta di pregiudizio da parte dei ticinesi ancora sul mondo agricolo (con la frase "o studi o vai a zappare") o sono casi isolati e appartenenti al passato?

"La lettera in questione è molto interessante e tocca dei tasti sicuramente dolenti. Non conosco l’agricoltore di cui parla il ragazzo, ma di sicuro credo che non si possa affermare che gli agricoltori siano le persone più ricche della valle, anzi. Il reddito agricolo delle famiglie contadine svizzere è molto basso e insoddisfacente. Secondo uno studio di Agroscope, il reddito lavorativo per unità di lavoro famigliare nel 2016 ammontava a 47’200 franchi, ossia 3’930 franchi al mese. Il calcolo è presto fatto, il reddito delle aziende agricole svizzere è quasi del 30% più basso del reddito in settori comparabili. La frase “o studi o vai a zappare” appartiene senz’altro al passato. Il nostro settore oggi richiede livelli di “professionalizzazione” sempre più specifici. Il percorso di formazione necessario per gestire un’azienda agricola è impegnativo e complesso. Un agricoltore non deve solo essere in grado di far fronte alle crescenti difficoltà pratiche e tecniche dell’azienda, ma deve anche adeguarsi a leggi sempre più numerose e complicate".

Cosa consiglierebbe a un ragazzo che vuole impegnarsi nel vostro campo?

" Vedi anche la risposata alla seconda domanda. Consiglierei di provare. Per me il lavoro in agricoltura è il più bello al mondo. C’è il contatto con la natura, gli animali. Ma quel mondo non è un’immagine bucolica come quella che si vede nei film o nelle réclame. È un mondo reale, vicino, che può dare tante soddisfazioni ma richiede anche sacrifici, tanto sudore e duro lavoro quotidiano".

© 2020 , All rights reserved