Cronaca
18.02.2019 - 11:570

Un libro che fa discutere la scuola di Mendrisio. "Una docente interessata solo a promuovere la sua opera"

Da un po' di tempo il volume "Noi", di cui è co-autrice la professoressa di tedesco Giuliani, crea malumore fra chi si riconosce nei personaggi. Robbiani: "Si assenta per le presentazioni. E nonostante il domicilio in Ticino, pare viva in Italia"

MENDRISIO – Da un po’ di tempo, le scuole medie di Mendrisio sono in subbuglio per un libro, “Noi”, scritto a due mani da una docente, Valentina Giuliani e un giornalista che collabora con RSI e Il Caffè.

A chi scrive fu segnalato da una persona che si riconobbe in un testo che in teoria sarebbe dovuto essere di pura fantasia, ma che in realtà vede personaggi descritti in un modo da poter essere spesso collegati alla realtà. E non sempre in positivo.

Fu rimarcato il malcontento verso la donna, spesso assente da scuola e pure verso i suoi metodi di insegnamento. Ora a occuparsi della questione è anche il consigliere comunale di Mendrisio e gran consigliere Massimiliano Robbiani, che in’interrogazione al DECS sottolinea: “Peccato invece che persone ben reali e non di fantasia si siano riconosciute fin nel dettaglio in quanto scritto, anche in questioni private, e comprensibilmente non sono intenzionate a far finta di nulla". Da tempo infatti chi si è visto nel libro vuole agire, ma legalmente è difficile.

Il libro sarebbe un confronto tra Italia e Svizzera, dove l’occhio svizzero vede la Penisola e viceversa. Un’idea di per sé interessante: il libro effettivamente a giudizio di chi scrive non è malfatto, seppur non si fatica, se si frequenta lo stesso ambiente, a capire chi sono le persone da cui si è preso spunto, e a volte i giudizi sulla nostra realtà siano netti e non sempre positivi. 

"La docente italiana co-autrice si assenterebbe spesso da scuola per promuovere il suo libro. Inoltre c’è chi ha sollevato dei dubbi sulla qualità dell’insegnamento del tedesco. Sembrerebbe inoltre che il direttore del DECS, così come pure la Capo della sezione dell’insegnamento medio superiore Tiziana Zaninelli, nonché l’esperta di tedesco siano informati della situazione, ma tutto tace", prosegue Robbiani, che chiede:

"1. Il DECS non si è mai accorto, che nel libro “NOI, racconti a due voci tra Italia e Canton Ticino” vi sono palesi offese nei confronti degli allievi che seguono i livelli di base? Ad esempio si può leggere: I corsi di livello A sono quelli per studenti normododati, i corsi di livello B sono corsi destinati a coloro che hanno diverse difficoltà da quelle relazionali a quelle comunicative, da quelle cognitive, di concentrazione, applicazione e studio a quello affettive”

2. Il DECS non ha mai preso in considerazioni le lamentele dei genitori visto che i contenuti del libro hanno avuto un impatto negativo su allievi e famiglia?

3. Al DECS sembra logico e normale che una docente di tedesco si vanti di essere la migliore amica della Direttrice delle scuole davanti agli allievi? Che secondi fini si nascondono dietro a questa frase.

4. Corrisponde al vero che dopo le prime critiche a Mendrisio la docente è stata assegnata in parte alle scuole medie di Morbio, dove nel giro di poco tempo sono state sollevate a loro volta le stesse critiche emerse a Mendrisio?

5. Corrisponde al vero che la docente ha preso il domicilio in Svizzera e, una volta ottenuta la nomina, è tornata a risiedere in Italia?

6. Come mai non è stato dato seguito alle numerose segnalazioni e richieste dell’assemblea dei genitori?

7. La docente ha permessi speciali per assentarsi spesso e volentieri dalle lezioni per promuovere il suo libro? Se no, come mai si assenta e con quali giustificazioni?

8. Corrisponde al vero che la docente è pure in ritardo con il programma d’insegnamento?

9. A questo punto il DECS ha intenzione di reagire dopo tutte queste lamentele? Non è forse ora di tutelare i nostri ragazzi da chi ha solo come unico interesse promuovere il proprio libro?"

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