Cronaca
26.03.2020 - 13:400

La curva dei contagi è ancora altalenante. In media 5 persone vengono intubate al giorno. Il sistema sanitario reggerà?

Da ieri, nonostante i nuovi contagiati fortunatamente siano un terzo, sono state ricoverate più persone. Si può vedere una certa stabilità negli ingressi in terapia intensiva e nella progressione di chi ha bisogno di essere intubato

BELLINZONA – L’altro giorno il Dottor Merlani ha detto che è ancora complicato trarre conclusioni sulla curva dei contagi, dato che giornate in cui essi scendono si susseguono ad altre il cui numero è importante. Pensiamo per esempio a ieri, quando i nuovi casi erano stati 143, mentre oggi sono 47, ovvero circa un terzo.

Per capire l’andamento bisognerà dunque aspettare un po’.

I decessi purtroppo paiono ormai stabili. Se ne registrano infatti dai 5 ai 7 al giorno, con il massimo di 11 di qualche giorno fa. 

E i ricoverati? Da ieri sono aumentati di 52 unità, da 306 a 358, tra cui 298 in reparto (49 in più) e 60 in terapia intensiva, con un aumento di 3, di cui 56 intubate, una in più di ieri.

Si può parlare di una costante? Verificando i dati dell’altro ieri, da lunedì a martedì si è visto un aumento di 21 unità totali, di cui 14 in reparto, 7 in terapia intensiva e 7 intubati. Dunque, una crescita più importante.

Dal 23 al 24 marzo, giorni in cui si era avuto un minore incremento dei contagiati (46, quindi uno in meno rispetto a oggi), in reparto erano state ricoverate 19 persone, in terapia intensiva 5 e le persone intubate erano aumentate di 5.

Si può quindi notare che, a prescindere dai contagi, aumentano i ricoveri, di solito di circa 20 unità, oggi addirittura di 52. In terapia intensiva entrano dalle 3 alle 7 persone al giorno, i nuovi intubati sono, con un picco verso il basso di oggi, circa 5 in media al giorno. Non si sa per contro quanti abbiano potuto essere estubati, anche se il Medico Cantonale ha detto di essere pronto a raccogliere i dati e fornirli in un prossimo momento informativo, né quanti pazienti sono stati dimessi o hanno quanto meno lasciato le cure intense.

Il sistema sanitario ticinese riesce a reggere questi numeri?

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