CRONACA
La rabbia dei sindaci di frontiera. "Svizzera paese serio, non vorremmo che il comportamento di Conte causi una crisi"
Il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino, per l'associazione Comuni di frontiera: "Sorprende che faccia annunci in prima serata di riapertura senza parlare con le autorità delle nazioni confinanti: ora sistemi tutto con serietà"

PONTE TRESA – I sindaci di frontiera sono preoccupati e temono che l’affaire riapertura delle frontiere possa causare una lite tra Italia e Svizzera e se le sono presa con Conte, colpevole di non aver interpellato Berna.

A farsi portavoce dell’associazione Comuni italiani di frontiera è stato il sindaco di Lavena Ponte Tresa Massimo Mastromarino. “Sorprende che il primo ministro italiano lanci annunci in prima serata sull’apertura dei confini (…) senza aver consultato le autorità dei Paesi confinanti”, ha detto.

Si augura che ciò non comprometta i rapporti con la Svizzera, definita ”un Paese serio che dà lavoro a 70mila persone italiane in un momento di crisi e dunque va trattato con debito rispetto”.

A suo avviso, la Svizzera ha riaperto i confini con altri paesi e non con l’Italia per colpa di decreti, protocolli e regole poco chiari da parte della Penisola. Si augura pertanto che Conti rimedi “con debita serietà mittelereuropea”.

Poter tornare ad avere sul proprio territorio i cittadini elvetici è importante per la zona, tra ristoranti e negozi che ospitano spesso svizzeri che oltrepassano il confine.

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