Cronaca
24.07.2020 - 09:510

Soppresso perchè abbaiava, ed è legale: cambiamo! Il veterinario, attaccato da tutti, chiude la pagina social

Sturn era cieco e sorso, ma in canile era felice. Trovare una famiglia è stato per lui un sogno durato troppo poco. In Svizzera far uccidere animali sani è legale, adesso tutti si mobilitano a sostegno dell'iniziativa cantonale di Aldi e Merlo

BELLINZONA – C’è un intero cantone che si indigna e piange per Sturn. Il cane aveva 4 anni, era ipovedente e sordo, viveva in canile nella vicina Lombardia. Per qualcuno, una vita davvero triste. E invece lui era, s’ era perché come tutti sanno ora Sturn non c’è più, un cane gioioso.

Quando è arrivata per lui una volontaria, residente in Svizzera, sedicente pseudo educatrice cinofilo, educatrice ed istruttrice nelle disabilità cinofile, che operava presso una struttura collegata al canile, pareva avverarsi la favola: una casa!

Ma il sogno è durato poco. Sturn abbaiava. D’altra parte, è un cane. Forse era spaventato, forse era il cambiamento, chi lo sa. I vicini si sono lamentati e hanno chiamato la Polizia, che ha detto alla signora di non tenere il cane fuori casa. Non di abbatterlo.

Lei cosa ha fatto? Si è presentata dal veterinario di picchetto, gli ha spiegato che “aveva ricevuto un ultimatum da parte della polizia che le aveva intimato di fare sopprimere immediatamente il suo cane che abbaiava in continuazione poiché in caso contrario avrebbe provveduto ad un sequestro legale”, racconta lui a Gas social.

Non gli dice, spiega lui, che il cane era stato adottato in Italia. Altrimenti, afferma, l’avrebbe fatto riconsegnare all’associazione presso cui l’aveva preso. Ma Sturn ormai figurava di proprietà della signora. Era sabato e non c’è stata possibilità di parlare col veterinario cantonale. Il cane era effettivamente cieco e sordo.

Sufficiente, con la parola della donna che affermava di aver avuto un ultimatum e di essere disperata? Evidentemente… Il veterinario addormenta il cane. Lo uccide. Non sentiva e non vedeva, ma era sano. E ora è morto, l’eutanasia su animali sani era legale.

Ironia della sorte, anche se qui da ridere non ce n’è proprio, stava meglio in canile. Lì viveva.

Il veterinario è stato subissato di insulti e di critiche. Ha chiuso la sua pagina Faebook. Probabilmente non vorrà parlare della vicenda. Ma il suo nome è sulla bocca di tutti, amanti degli animali o meno.

Come il gesto della donna, che peraltro diceva di essere volontaria cinofila. Il canile dove aveva preso Sturn ha subito preso le distanze da lei, non lavorerà più presso di loro.

Questo caso tristissimo solleva il tema della legalità dell’eutanasia per animali sani in Svizzera. Assurdo. Che senso ha uccidere un animale non malato? Ditelo ai padroni che tentano di tutto per tenere in vita i loro amici a quattro zampe, arrendendosi con enorme dolore solo quando non c’è nulla da fare. Ditelo agli amici del canile di Sturn. Non si può, è inconcepibile.

Non è il primo caso di cui parliamo. Questo ha colpito al cuore un Cantone. Tamara Merlo e Sabrina Aldi hanno lanciato subito un’iniziativa cantonale per vietare l’eutanasia su animali sani. “Gli animali non sono oggetti, non sono cose, ma esseri viventi dotati di sensibilità e non può essere il proprietario a decidere   seconda dei suoi umori se l’animale deve vivere o morire. Con la presente iniziativa cantonale chiediamo dunque che l’eutanasia di animali da compagnia sani sia vietata e perseguita penalmente”, scrivono.

Il mondo degli amanti degli animali, scosso dalla terribile fine di Sturn, si mobilita per sostenerla. Sarà probabilmente lanciata una petizione. Non prendiamo mai posizione in merito a atti politici, il nostro compito è fare informazione e aiutare i lettori a formarsi un'opinione, ma questa volta non si può non farlo: per gli occhi di Sturn, per quelli del proprio cane, del proprio gatto, per chi ama un animale. Quella legge va cambiata. Il percorso è lungo, però sarebbe una vittoria dell'umanità, del buon senso. 

Paola Bernasconi

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