Cronaca
27.07.2020 - 17:160

Non ci sarà giustizia per Sturn: una leggerezza nel contratto d'affido impedisce le vie legali

ATDA (Associazione Tutela e Difesa Animali) ha esaminato il caso, provando a ricorrere al diritto privato ma purtroppo non è possibile. "Invitiamo chiunque cede animali a terzi a vietare in modo categorico l'eutanasia dell'animala affidato"

BELLINZONA – Non ci saranno conseguenze penali per la donna che ha portato Sturn da un veterinario, che l’altro giorno si è espresso sul clamore suscitato dalla vicenda, per farlo eutanasiare. Lo rileva, per ATDA (Associazione Tutela e Difesa Animali), l’avvocato Christopher Jackson.

TicinoLibero ha provato a interpellare la donna, che ha spiegato di non avere nulla da dichiarare.

Ad ogni modo, ATDA si è da subito mossa sulla vicenda, prendendo contatto con l’associazione affidatante e coi media. E la conclusione è che non si può agire per vie legali.

“A seguito di un’approfondita analisi della fattispecie e segnatamente della documentazione contrattuale, sono purtroppo emerse alcune importanti lacune nella stessa, tali da non permettere un’azione giudiziaria nei confronti dell’affidataria. Come noto, in Svizzera, per adesso, la legge permette l’eutanasia di animali sani: pertanto, laddove non arriva il diritto pubblico deve arrivare il diritto privato. Nel caso di Sturn, anche questa tutela gli è purtroppo stata negata a causa di una leggerezza nella redazione del contratto d’affido”, si legge.

Da qui l’invito a “chiunque abbia intenzione di cedere un animale a terzi (privati, associazioni, canili, ecc.) a redigere contratti di affido chiari, che vietino in modo categorico l’eutanasia dell’animale affidato, prevedendo penali serie e dissuasive in caso di violazione delle disposizioni. Siamo a vostra disposizione nel caso aveste bisogno di una bozza di tale contratto oppure di un consiglio su come procedere: per adesso, solo così possiamo evitare il ripetersi di questa barbarie”.

“Da parte nostra, continueremo a lottare per la modifica della Legge sulla protezione degli animali (LPAn) a livello federale, mirando all’inserimento di un divieto esplicito di eutanasia per animali domestici sani, sotto comminatoria penale”, prosegue l’associazione, che termina: “Sturn non deve assolutamente essere morto invano: aiutateci a mantenere viva l’attenzione e, se possibile, portate i vostri animali presso veterinari etici e morali, che pongano il benessere degli animali prima del tornaconto economico”.

Subito dopo il caso che ha sconvolto il Ticino, Sabrina Aldi e Tamara Merlo hanno lanciato un’iniziativa cantonale per vietare l’eutanasia legale ad animali sani. In seguito si sta formando un comitato di sostegno, che ha lanciato una petizione (per firmarla clicca qui, ha avuto un boom di sottoscrizioni, più di 6'200) per chiedere al Gran Consiglio di approvarla e poi farsene portavoce a Berna.

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