Cronaca
30.07.2020 - 16:000

Per trovare Reto, la vegetazione è un ostacolo. In fase di elaborazione le foto scattate con l'elicottero

Dove non vi sono piante le zone sono state binocolate e perlustrate, ma quando sono presenti rendono difficile scorgere eventuali tracce. Gasparini, con il veivolo della Guardia di Finanza, ha scattato quasi 1'600 foto

LOCARNO – Proseguono senza sosta le ricerche di Reto Compagnoni, il parapendista disperso. “Resisti ancora un po’ che ti troviamo”, è il messaggio lanciato allo sfortunato 35enne, che manca ormai da diversi giorni all’appello.

Sono molti i volontari che si sono mobilitati per collaborare con le forze dell’ordine, sia italiane che svizzere. Ma un problema pare essere la vegetazione fitta nelle zone in cui si pensa possa essere precipitato Reto. Se dove essa non c’è ogni centimetro quadrato è stato binocolato, quando c’è troppa vegetazione è difficile riuscire a scorgere qualcosa.

La Polizia raccomanda comunque di non avventurarsi in zone impervie, a perlustrare quelle ci pensano i professionisti.

Sul fronte italiano, Matteo Gasparini, responsabile della Decima delegazione Valdossola del CNSAS, con un elicottero della Guardia di Finanza, ha effettuato diversi sorvoli per scattare delle foto, circa 1'600.  "Ci vorrà ancora qualche giorno per poter procedere con 'elaborazione dei dati con il software.Abbiamo in programma un briefing con il soccorso svizzero, poi valuteremo domani come eventualmente procedere con nuove ricerche"., spiega.

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