Cronaca
09.08.2020 - 12:050

"I bambini non si toccano. Domani a Berna per dare il vero senso alla parola giustizia"

"Basta con la giustizia con la g minuscola. Dobbiamo reagire perché è inaccettabile. Ognuno di noi può fare la sua"

*Di Fiorenzo Dadò

Lunedì andremo a Berna per tentare di inasprire le pene assolutamente insufficienti nei confronti dei pedofili.

Il dramma

Nel 2010 persi in modo tragico una cara Amica poco più di trentenne che, dopo anni di sofferenza indicibili, decise di lasciare tragicamente questa vita. Fu per me un momento di grande tristezza.

Ancora bambina, la mano che doveva farle da guida sicura le tolse schifosamente la luce, per sempre. Durante uno dei suoi tristissimi ricoveri, mi chiese tra le lacrime di occuparmi dei bambini vittime dei pedofili. Grazie al suo racconto, appresi di una realtà sconcertante(!); per me, che ho avuto un’infanzia felice, inimmaginabile. Da allora iniziai seriamente ad interessarmi di questo dramma che purtroppo nella nostra società è ancora in gran parte sottaciuto e vergognosamente semi-impunito.

Basta giustizia con la g minuscola

Ogni volta che si legge sui giornali di un processo, è un nuovo affronto doloroso nei confronti delle piccole vittime, che vedono i loro carnefici semi impuniti o addirittura a piede libero. È inaccettabile questo tipo di giustizia in un paese civile come la Svizzera! Dobbiamo perciò reagire.

Ognuno di noi può fare la sua parte.

Nel mio zaino c’è la foto di questa mia cara Amica; la porto con me in alto sulle montagne dove si respira aria di serenità. Lei ora è in pace. Ma non posso non pensare a coloro che stanno subendo il dramma proprio adesso mentre scrivo, perciò nel mio piccolo cerco di fare la mia parte. Ognuno di noi può fare la sua.

Sulle montagne un poco di serenità

Nel 2016, sul Khan Tengri a 7010 metri nel Kazakistan, portai in prossimità della vetta uno slogan: i bambini non si toccano. Sulla montagna dimorano la serenità e la purezza, quelle che a questi bimbi sono state tolte; simbolicamente è un piccolo modo per ridargliele. Ripetei lo stesso gesto nell’autunno dello scorso anno, sulla magnifica e difficile vetta dell’Amadablam a 6812 metri in Nepal, la Patria della pace e della spiritualità. In questi giorni, in vista dell’importante e decisiva audizione a Berna, ho voluto ripetere ancora questo gesto dalla forte valenza simbolica; questa volta non in giro per il mondo, ma a casa nostra. Ho quindi attraversato la cresta del Cervino, il nostro Simbolo nazionale, partendo dall’Italia e scendendo in Svizzera. La cima della più nobile e bella montagna delle Alpi, nell’Ottocento fu teatro di un estenuante duello tra Italia e Svizzera per la sua conquista, tra Whymper e Carrell, che entrò nella storia “sacra” dell’alpinismo mondiale. Un vero grandioso esempio di tenacia e perseveranza per raggiungere l’obiettivo.

Ora andiamo a Berna

Come detto, lunedì matina con i colleghi Sabrina Gendotti, Stefano Tonini e Andrea Stephani andremo a Berna in audizione presso la Commissione degli affari giuridici del Consiglio degli Stati a sostenere la causa a favore dei bambini vittime di questi orchi. La tenacia straordinaria di questi due primi straordinari esploratori-alpinisti del Cervino, sia di buono auspicio per un sostegno concreto anche da parte dei deputati federali a Berna.

Glielo dobbiamo, noi e anche loro: ai bambini e al senso vero (!) della Giustizia elvetica. Teneteci i pugni.

*Presidente PPD Ticino

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