CRONACA
Il quesito di Dadò: "Preservativi sì, ma libri no?"
Il presidente del PPD: "Per quanto possano essere generi indispensabili i primi, sarebbe bello che qualcuno ci spieghi perché..."

TICINO – Da oggi, in Svizzera, è scattato il ‘semi lockdown’. Negozi non essenziali chiusi e obbligo di telelavoro: queste le principali misure decise la scorsa settimana da Berna. Ma le proteste non sono mancate sui social. Non è stato difficile, infatti, imbattersi in fotografie di veicoli in colonna fin da prima mattina. Facili, quindi, le ironie sull’obbligo di telelavoro nella nostra Nazione.

Altre polemiche sono scaturite in merito alla lista dei prodotti considerati ‘essenziali’, e cioè liberamente vendibili nei negozi. “Preservativi sì, libri no?”, si chiede il presidente del PPD Fiorenzo Dadò in un post pubblicato su Facebook con fotografia allegata.

“Per quanto possano essere generi indispensabili i primi – scrive – sarebbe bello che qualcuno ci spieghi perché non lo dovrebbero essere anche i secondi. Lo spirito non ha lo stesso diritto di delizia del corpo? Chiedo per un amico”.

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