CRONACA
"Contrabbando di vino: danno per il settore?"
L'Interprofessione della Vite e del Vino ticinese: "Ogni tanto qualcuno cade nella rete. È un fenomeno che va combattuto"

MORBIO – "Contrabbando di vino: danno per il settore?". È la domanda aperta che l'Interprofessione della Vite e del Vino ticinese si pone. 

"Anche ultimamente – si legge in un comunicato stampa – abbiamo sentito di un caso di contrabbando di prodotti agroalimentari che si è protratto per un periodo di due anni. Ogni tanto, qualcuno cade nella rete, rivelando unicamente la punta dell’iceberg. Esiste un altro contrabbando di vino che avviene con regolarità costante. Due sono le tipologie utilizzate: quelle di aziende vitivinicole italiane che, pur non sottostando al controllo del commercio di vino svizzero, effettuano regolarmente consegne dirette ai privati, e quelle di impiegati della ristorazione o singoli cittadini che giornalmente importano vini non per uso proprio, ma destinati alla rivendita".

E ancora: "Sappiamo benissimo che i ristoratori seri e di lungo corso non si prestano a queste pratiche, ma resta pur sempre un mercato grigio che il settore deve combattere. A questo proposito il Consigliere Nazionale Marco Romano ha depositato un postulato con il quale chiede al Consiglio federale di valutare il fenomeno al fine di ridurlo in maniera significativa".

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