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Cronaca
11.04.2021 - 09:390

Casa anziani Sementina, quel rapporto del Medico Cantonale e la figlia arrivata quando il padre era già morto

"Nel corridoio c’erano i bidoni con dentro i grembiuli e altre cose sporche e infette. Nel corridoio!", racconta la donna. "E una signora malata di Alzehimer metteva le mani in quei bidoni, poi asciugava i bicchieri di plastica"

SEMENTINA - Cosa accadde davvero durante la prima ondata di Covid alla casa anziani di Sementina, dove morirono 21 ospiti e dove sono accusati di omicidio colposo e infrazione alla Legge federale sulle pandemia il direttore del Settore anziani comunale, la direttrice sanitaria di quella struttura e un terzo dipendente? Il Caffé torna sul tema.

Un rapporto dell'Ufficio del Medico Cantonale parla chiaro: ci furono parecchie irregolarità, costate la vita agli ospiti. Il Municipio nicchia, i vertici si difendono dicendo di aver solo fatto ciò che dovevano. Ma dalle carte non pare vero: quando fu istituito il primo reparto Covid, per esempio, a quel piano c'erano anziani non malati. Durate la notte gli infermieri che si occupavano sia dei malati che di chi non aveva il Coronavirus erano gli stessi.

Dopo un'ispezione, siamo al 7 aprile 2020, Merlani scrive che le informazioni date dai vertici stessi “erano solo parzialmente aderenti ai criteri strutturali e organizzativi che devono definire le azioni e il procedimento per contenere i focolai da malattia infettiva”. Mancano anche rapporti dettagliati, per esempio di chi frequentasse la sala pasti, per capire se le distanze venivano rispettate (e infatti la prima collaboratrice contagiata lavorava proprio nel settore pasti) In quel momento, nel reparto Covid vi erano ancora persone non malate. Alla casa anziani, dopo quell'ispezione, vengono ordinati dei provvedimenti, presi solo dopo un mese abbondante. Addirittura Merlani e il suo ufficio mandarono un'infermiera igienista a fare consulenza. 

Nessuno in teoria poteva entrare nella casa anziani (ma a quanto pare, i parenti lo facevano ancora...), ma c'erano degli operai comunali che svolgevano opere di sanificazione. 

Fra il personale, sono stati contagiati 11 assistenti di cura, 4 infermieri e 2 persone impiegate nella sezione dell’economia domestica’.

E i parenti? Potevano comunicare in videochiamata in modo solo frammentario. Qualcuno di loro è sicuro: è colpa dei vertici e di quanto non hanno fatto se il loro caro è deceduto. 

"L’ho ricoverato nella casa per anziani di Sementina Circolo Ticino tre anni fa e mi sembrava una buona soluzione. Adesso mi pento e mi sento terribilmente in colpa. Mi hanno avvisata solo una settimana dopo che si era infettato", dice al settimanale la figlia di un 82enne deceduto per Covid. Al quinto piano, oltre a suo padre, sono morti molti anziani. E si chiede come mai potevano continuare a svolgere attività ricreative e non erano stati isolati in camera. 

"Mi hanno chiamata per dirmi che forse non avrebbe superato la notte. Sono corsa là. In mezz’ora ero al suo capezzale. Ho visto l’infermiera che gli chiudeva gli occhi, ma non ho badato più di tanto a quel gesto. Gli ho parlato a lungo, l’ho toccato, accarezzato. Era completamente freddo. Ma di nuovo non ho badato. Solo dopo, una volta uscita dalla stanza l’infermiera mi ha detto che... non aveva osato dirmi che quando sono arrivata papà era già morto", è il suo drammatico racconto della notte del decesso.

"Nel corridoio c’erano i bidoni con dentro i grembiuli e altre cose sporche e infette. Nel corridoio!, anziché essere nelle singole stanze. Non solo. C’era una paziente con Alzheimer che usciva dalla sua stanza, girava e metteva le mani dentro questi bidoni. A quella donna le curanti ogni tanto davano dei lavoretti da fare.., ad esempio asciugare i bicchieri di plastica. Mi sono venuti i brividi. Me la sono immaginata mentre prendeva lo strofinaccio e magari poco prima aveva messo le mani in quei bidoni...", racconta la donna, disgustata. E si chiede come mai, dopo l'ispezione del Medico Cantonale, le morti sono cessate. Troppo tardi per suo padre, però.

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