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Cronaca
06.06.2021 - 10:300

La Polizia si era informata settimane prima sulle planimetrie dell'ex Macello

La Magistratura aveva formato un gruppo di picchetto rinforzato per gestire la situazione ma nessuno è stato contattato prima della demolizione. A Valenzano Rossi avrebbero chiesto solo di poter demolire il tetto. E lei nella fretta...

LUGANO - La Polizia aveva preso informazioni in relazione alle planimetrie dell'ex Macello già settimane prima della demolizione, mentre nella fatidica notte in cui sono avvenuti i fatti non ha avvertito il gruppo creato ad hoc al'interno della magistratura. Dal Caffé emergono nuovi dettagli su quanto accaduto.

Due o tre settimane prima della manifestazione dei molinari, la Polizia aveva preso contatto con dei funzionari comunali di Lugano per avere informazioni sullo stabile al momento occupato dai molinari, per capire le condizioni dello stabile e  quali parti erano protette, legate da un vincolo storico-culturale. Dunque, parrebbe di poter dedurre che la demolizione era stata quanto meno pensata.

All'interno della Magistratura, invece, è stato creato, come accade quando si è di fronte a eventi particolari, un gruppo di picchetti rinforzato, volto a coordinare con la Polizia degli interventi. Prima della manifestazione della scorsa settimana, il gruppo aveva fatto il punto della situazione ed erano stati allertati alcuni procuratori, chiedendo loro la disponibilità a essere reperibili e presenti la notte della protesta: ma Polizia giudiziaria e Magistratura erano pronti a intervenire in caso di reati gravi (stando a quanto si legge tra le righe del Caffé, davanti a fatti ben più gravi di quelli accaduti). Nessuno però è stato chiamato quando si è deciso di demolire (un'opzione mai sul tavolo).

A far intervenire la Polizia all'ex Vanoni sarebbe stata la chiamata da parte della Fondazione proprietaria. 

Un altro dubbio è quello legato all'aver chiamato solo alcuni Municipali. La responsabile del Dicastero sicurezza e spazi urbani, Valenzano Rossi, sarebbe stata contattata dalla polizia che le chiedeva l’autorizzazione a una parziale demolizione, solo del tetto, non dell'intero stabile. Lei nella fretta non avrebbe contattato Lorenzo Quadri, dando per scontato il suo sì. Ha invece sentito Borradori, Foletti e Lombardi.

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