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Gli 80 anni del Gruppo Regazzi: Ermotti, De Bortoli e Romeo a confronto sul futuro della Svizzera
Dalla piccola officina di Gordola a una realtà industriale internazionale. A Bellinzona una serata dedicata a competitività, innovazione, rapporti con l'Europa e sfide geopolitiche

BELLINZONA - Ottant'anni di storia imprenditoriale, tre generazioni alla guida dell'azienda e una riflessione sulle sfide del futuro. Il Gruppo Regazzi ha celebrato il proprio 80° anniversario mercoledì 14 ottobre all'Hotel Unione di Bellinzona, con una serata che ha unito la storia di un'importante realtà industriale ticinese a un dibattito sulle grandi trasformazioni economiche e geopolitiche internazionali.

Protagonisti della tavola rotonda "Svizzera contro il resto del mondo?" Sergio Ermotti, CEO di UBS, Ferruccio De Bortoli, giornalista ed editorialista e Vincenzo Romeo, imprenditore attivo nel settore dei trasporti e della logistica internazionale. A moderare il confronto Sacha Dalcol.

Ottant'anni di imprenditorialità, innovazione e radicamento territoriale

La storia del Gruppo Regazzi inizia nel 1946, quando Roberto Regazzi apre una piccola officina di fabbro-ferraio a Gordola, nei pressi del ponte sulla Verzasca.

Negli anni Sessanta il figlio Efrem trasforma progressivamente l'attività artigianale in una realtà industriale. Dal 2000, con Fabio Regazzi alla guida, il Gruppo prosegue il percorso di crescita, diversificazione e innovazione, ampliando le proprie competenze e la presenza sui mercati.

Oggi il Gruppo opera in diversi settori, dalle schermature solari ai serramenti e alle facciate, dalle porte garage alle bucalettere, fino alla verniciatura e alla lavorazione delle lamiere, mantenendo a Gordola il proprio cuore produttivo.

Nel discorso introduttivo, Fabio Regazzi ha ricordato il contributo determinante delle generazioni precedenti e di tutte le persone che hanno accompagnato l'evoluzione aziendale. "Sono convinto che si possa essere profondamente radicati nel proprio territorio e, nello stesso tempo, avere l'ambizione di competere sui mercati internazionali", ha sottolineato.

Un impegno rivolto anche alla formazione: nel corso della sua storia, il Gruppo ha formato oltre 160 apprendisti, contribuendo alla trasmissione delle competenze professionali alle nuove generazioni.

All’intervento di Regazzi è seguita la tavola rotonda molto apprezzata dal pubblico presente in sala.

Ermotti: la Svizzera deve definire le proprie strategie per il futuro

La tavola rotonda ha posto al centro del dibattito la capacità della Svizzera di mantenere la propria competitività in un mondo caratterizzato da nuove tensioni geopolitiche, crescente protezionismo e profondi cambiamenti tecnologici.

Sergio Ermotti ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una visione strategica di lungo periodo, capace di trasformare la forza innovativa della Svizzera in nuove opportunità economiche e occupazionali.

De Bortoli: Svizzera ed Europa hanno bisogno l'una dell'altra

Ferruccio de Bortoli ha allargato la riflessione al ruolo dell'Europa nei nuovi equilibri internazionali, sottolineando l'importanza della collaborazione di fronte a sfide che nessun singolo Paese può affrontare isolatamente. "Io credo che la Svizzera non possa fare da sola così come l'Europa non può fare da sola senza la Svizzera", ha affermato de Bortoli.

Dalla sicurezza all'energia, fino alla competizione tecnologica, il giornalista ha evidenziato la necessità di rafforzare la capacità europea di agire su scala internazionale, preservando al contempo le specificità dei singoli Paesi.

Romeo: le tensioni geopolitiche hanno conseguenze concrete per le imprese

Vincenzo Romeo ha portato nel dibattito l'esperienza diretta di un'impresa attiva nella logistica e nei trasporti marittimi internazionali.

Le tensioni nelle principali rotte commerciali, ha spiegato, si traducono in allungamenti dei tempi di navigazione, modifiche delle catene di approvvigionamento e maggiori pressioni sui costi. "Le nostre navi per andare da Shanghai a Genova invece di metterci 30 giorni ce ne mettono 46", ha raccontato Romeo, offrendo un esempio concreto delle conseguenze delle crisi geopolitiche sul commercio internazionale.

Una realtà che riguarda da vicino anche le imprese svizzere, profondamente integrate nei mercati mondiali.

Innovazione e persone: la sfida dei prossimi anni

Un'attenzione particolare è stata riservata anche all'intelligenza artificiale, destinata a trasformare profondamente il mondo della finanza, dell'industria e del lavoro.

Il confronto ha evidenziato tanto le opportunità offerte dalle nuove tecnologie quanto la necessità di preparare le persone ai cambiamenti, investendo nelle competenze e nella capacità di innovare. "La sfida, semmai, sarà quella di trovare il giusto equilibrio tra apertura e autonomia, tra cooperazione internazionale e difesa dei nostri interessi", ha ricordato Fabio Regazzi, sintetizzando lo spirito della serata.

La celebrazione degli 80 anni del Gruppo Regazzi si è così trasformata in un momento di riflessione sulle condizioni necessarie per continuare a creare valore, lavoro e opportunità per le generazioni future.

Un anniversario che guarda al passato con riconoscenza, ma soprattutto al futuro con determinazione e fiducia.

Il Gruppo Regazzi

Fondato nel 1946 a Gordola, il Gruppo Regazzi è una realtà industriale svizzera a conduzione familiare, giunta alla terza generazione. Attivo in diversi settori della produzione e delle soluzioni per l'edilizia, ha sviluppato nel corso di ottant'anni una presenza sui mercati svizzero ed europeo, mantenendo un forte legame con il territorio ticinese e investendo in innovazione, qualità e formazione professionale.

 
 
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