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Ultimo aggiornamento: 19.09.2019 21:07
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19.02.2019 - 09:000

Le disuguaglianze influiscono anche sullo sviluppo neurovegetativo e dunque sull'intelligenza

Uno studio internazionale prova, se ancora ve ne fosse bisogno, che non è il colore della pelle a determinare le differenze. Mediamente però il Qi delle persone negli ultimi anni sta diminuendo

TORINO – Se qualcuno, e purtroppo ci sono ancora, era realmente convinto che l’intelligenza dipendesse dal colore della pelle, è stato definitivamente smentito. A provarlo una ricerca internazionale, cui ha partecipato anche la Città della Salute di Torino.

Nei primi due anni di vita lo sviluppo neuroevolutivo per quanto riguarda apprendimento, linguaggio e abilità motorie sono
molto simili tra soggetti di aree geografiche e culturali differenti.

Meno del 10% delle differenze è attribuibile ai geni, il resto
dipende invece da disuguaglianze ambientali e sociali.

Per provarlo, i ricercatori hanno monitorato dalla nascita fino a due anni di età 1.307 bambini sani, residenti in aree urbane, adeguatamente nutriti e in buone condizioni socio-economiche di 5 Paesi del mondo: Brasile, India, Italia, Kenya e Regno Unito.

A causare più differenze sono le diseguaglianze sociali e ambientali, sia in gravidanza che dopo. Esse non influiscono solo sulla salute e sulla crescita bensì anche sullo sviluppo neurovegetativo.

Dunque, non è il colore della pelle a determinare chi è più intelligente e chi meno. D’altro canto, diversi studi negli ultimi dicono che lo siamo tutti meno: il Qi delle persone sta infatti mediamente diminuendo!

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