CRONACA
Germano Mattei, «non tollero le aggressioni. Ma politicamente non cambia nulla»
Scosso, il fondatore di Montagna Viva racconta l'aggressione avvenuta mentre stava tagliando l'erba. «Non ammetto che diano dei falliti e dei deficienti ai miei elettori. I nostri temi forse danno noia, ma sono battaglie da combattere. Certe cose non accadono, evidentemente, solo in Italia».
BOSCO GURIN - A poche ore dall’aggressione subita ieri sera, Germano Mattei è ancora sotto shock. Lo raggiungiamo telefonicamente mentre è dal medico per farsi visitare per i postumi dall’accaduto. «Ho mal di testa e alla cervicale, oltre che a un ginocchio, ma sto peggio psicologicamente».
Ricapitolando quanto da lei scritto su Facebook, stava tagliando l’erba quando è stato aggredito
.«Inizialmente ho pensato ad una sciocchezza, magari stava cenando, aveva ospiti e il rumore del mio decespugliatore gli dava fastidio. Avrebbe potuto dirmelo, anche insultarmi semmai, invece è saltato all’interno del mio giardino, mi ha dato un ceffone e mi ha preso per le spalle. Oltre che aver danneggiato il decespugliatore, trascinandomi, ha rotto un muretto, e non immagino che cosa sarebbe successo se avessi picchiato la testa...».
Ha avuto paura?
«La mia prima reazione è stata di raggomitolarmi, per evitare di farmi male maggiormente, un po’ come quando si cade in montagna. Poteva andare certamente peggio. Sono rimasto sconvolto quando mi ha detto “ti ammazzo e ti distruggo”. E ha insultato i miei elettori, dando loro dei deficienti e dei falliti. Era alterato e ci ha chiamato "Vallemaggiaviva", addirittura. Si tratta di una persona che conosco da decenni, con cui non ho mai avuto problemi. So che non è d’accordo con le mie idee, e probabilmente dal decespugliatore sono usciti i mal di pancia. Non ha senso essere aggrediti, è qualcosa che non tollero e non giustifico».
Il suo racconto su Facebook ha fatto molto rumore.
«Quest’uomo mi anche detto di non scrivere l’accaduto su Facebook, “come fa sempre”. All’inizio, pensavo effettivamente di non renderlo noto poi mia moglie mi ha fatto presente che sono un personaggio pubblico a tutti gli effetti. Onestamente, non credevo che il mio post suscitasse tanto clamore, dato che tutti i media ne hanno parlato ed ho ricevuto svariati messaggi e telefonate di solidarietà da esponenti politici».
A proposito della parte politica, lei parla di mal di pancia verso Montagna Viva. Crede che altre persone siano d’accordo col giudizio di chi l’ha aggredita? Cosa dà fastidio del vostro movimento?
«Sicuramente altri concordano, diamo noia forse perché portiamo via voti ai partiti storici. Molti in Ticino ritengono che non si debba far nulla per le nostre montagne, è il pensiero urbano, che va comunque rispettato. Portiamo avanti anche altre iniziative e idee, segnaliamo dove secondo noi si fa poco, mentre per tanti va bene che i paesi muoiano».
Lunedì sono state depositate le liste e comincia dunque la volata elettorale per le Nazionali. Per voi cambia qualcosa? Teme una campagna all’insegna della violenza?
«Non cambia nulla, sono offeso e sconcertato per quanto ha detto sui miei elettori. Noi siamo convinti che le nostre idee siano giuste, e che valga la pena di combattere certe battaglie per far pensare. Mi auguro sia solo una follia episodica. I miei inquilini a Bosco Gurin, che sono italiani, mi hanno detto che credevano che certe cose capitassero solo da loro, invece evidentemente non è così».
Ha sporto denuncia?
«Questa mattina il mio aggressore, su consiglio della polizia, mi ha chiamato. Però ha affermato di non avermi aggredito, allora gli ho risposto che gli davo un’ora di tempo per richiamarmi e scusarsi per davvero. Non si è più fatto vivo. Poteva essere ubriaco, non so, però mi fa male che dica di non avermi picchiato. Non credo al fatto che non se lo ricordi, visto che erano presenti anche sua moglie e suo figlio che glielo possono confermare. D’ora in poi, per me questa persona sarà calcolata come disonesta, perché può succedere un momento di alterazione, ma ci deve essere anche il coraggio di ammetterlo. Per sporgere denuncia ho tre giorni di tempo, lascerò decantare un po’ gli eventi e poi deciderò».
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